Ponte Morandi arrivano i primi arresti per i tentativi di infiltrazione mafiosa.

By on 19 Giugno 2019

A dieci mesi esatti dal crollo del ponte Morandi arrivano i primi arresti per i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nella ricostruzione: in manette sono finiti i vertici della Tecnodem srl, un’azienda napoletana che aveva ottenuto un subappalto per un valore di 100mila euro nell’ambito delle opere di demolizione della struttura ed era già stata esclusa dai lavori un mese fa con un’interdittiva del prefetto perché «permeabile ed esposta al rischio di infiltrazione mafiosa». Hanno agito, dicono gli inquirenti della Dia che hanno condotto le indagini, «per agevolare il clan D’Amico», egemone nel rione villa di Napoli.

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