PD, partono le candidature. Ma in tanti hanno dubbi sulla candidatura di Zingaretti.

By on 17 Novembre 2018

Un processo lungo e faticoso. L’assemblea nazionale dei mille delegati Pd ha avviato una nuova fase nella tormentata vita del partito post 4 marzo. A otto mesi dal tracollo delle politiche, sono state formalizzate le dimissioni di Maurizio Martina ed è partito l’iter del Congresso. Mentre la direzione ha scelto i membri della commissione che dovrà disciplinare le varie fasi, fino all’elezione del nuovo segretario. Ma ci sono ancora molte incognite. Dai candidati alla data delle primarie.

Zingaretti ha fretta di entrare nel vivo del Congresso. “È un bene che finalmente ci si muova nella direzione giusta e si apra una fase congressuale che non può che fare bene al partito e all’Italia”, ha detto. “Sarà una strada lunga ma mi auguro che le regole che si scriveranno possano puntare alla massima partecipazione delle persone. Facciamo partecipare tutti. Eliminiamo quei due euro per votare. Sostituiamolo con una sottoscrizione volontaria. Credo che se voltiamo pagina gli italiani risponderanno, credo che chi gridava onestà non voleva condoni. Ora tocca a noi cambiare”, ha concluso.

Però in tanti hanno i dubbi sulla candidatura del Governatore del Lazio visto quello che sta succedendo con gli oltre 1500 lavoratori Cup, in particolare con i ragazzi coinvolti nel cambio appalto che rischiano di perdere circa 200 euro a causa della diversità di contratti della ditta subentrante o i problemi che si riscontrato al Policlinico Tor Vergata con un altra subentrante quale la SDS. Per non parlare degli amministrativi dell’Asl Roma 2 che hanno subito una decurtazione oraria del 10% e gli enormi rischi sul piano occupazionale per i lavoratori Re.cup La Domanda che tutti si pongono è: “Ma non riesce a tutelare i lavoratori della sua Regione, come pensa di poter governare l’Italia?”

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