PAPA: FERMA CONDANNA PER OGNI FORMA DI TORTURA.

By on 22 Giugno 2014

“Ferma condanna” di papa Francesco per “ogni forma di tortura”. “Torturare le persone è un peccato mortale, un peccato molto grave”. Il Papa ha ricordato così alle 50mila persone presenti in piazza san Pietro per la recita dell’Angelus che il prossimo 26 giugno ricorrerà la Giornata delle Nazioni Unite per le vittime della tortura per le quali ha chiesto ai cristiani di dare sostegno, impegnandosi anche per ottenerne l’abolizione.

Prima della recita della preghiera mariana, il Papa ha commentato la celebrazione, in Italia e in molti altri Paesi del Corpus Domini dicendo che la partecipazione all’Eucaristia “trasforma” e “capaci di amare anche chi non ci ama, di opporci al male con il bene, di perdonare, di condividere, di accogliere”. “La Comunità ecclesiale – ha detto – si raccoglie attorno all’Eucaristia per adorare il tesoro più prezioso che Gesù le ha lasciato. Il Vangelo di Giovanni presenta il discorso sul ‘pane di vita’, tenuto da Gesù nella sinagoga di Cafarnao, nel quale afferma: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6,51). Gesù sottolinea che non è venuto in questo mondo per dare qualcosa, ma per dare sé stesso, la sua vita, come nutrimento per quanti hanno fede in Lui. Questa comunione nostra con il Signore impegna noi, suoi discepoli, ad imitarlo, facendo della nostra esistenza, con i nostri atteggiamenti un pane spezzato per gli altri, come il Maestro ha spezzato il pane che è la sua carne”.

“Ogni volta che partecipiamo alla Santa Messa e ci nutriamo del Corpo di Cristo, la presenza di Gesù e dello Spirito Santo in noi agisce, plasma il nostro cuore, ci comunica atteggiamenti interiori che si traducono in comportamenti secondo il Vangelo. Anzitutto la docilità alla Parola di Dio, poi la fraternità tra di noi, il coraggio della testimonianza cristiana, la fantasia della carità, la capacità di dare speranza agli sfiduciati, di accogliere gli esclusi. In questo modo l’Eucaristia fa maturare uno stile di vita cristiano. La carità di Cristo, accolta con cuore aperto, ci cambia, ci trasforma, ci rende capaci di amare non secondo la misura umana, sempre limitata, ma secondo la misura di Dio, e qual è la misura di Dio, è senza misura. La misura di Dio è senza misura, l’amore di Dio è senza misura. E allora diventiamo capaci di amare anche chi non ci ama, e non è facile, se noi sappiamo che una persona non ci ama siamo portati a non volergli bene, ma dobbiamo amare chi non ci ama, di opporci al male con il bene, di perdonare, di condividere, di accogliere. Grazie a Gesù e al suo Spirito, anche la nostra vita diventa ‘pane spezzato’ per i nostri fratelli. E vivendo così scopriamo la vera gioia! La gioia di farsi dono, per ricambiare il grande dono che noi per primi abbiamo ricevuto, senza nostro merito. Vorrei sottolineare queste due cose: la misura dell’amore di Dio è amare senza misura, la nostra vita con l’amore di Gesù, ricevendo l’Eucaristia si fa dono come è stato Gesù”.

Città del Vaticano (AsiaNews)

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