Ore di tensione altissima a Caracas.

By on 24 Gennaio 2019

Ore di tensione altissima a Caracas. Il leader dell’oposizione Juan Guaidò ha giurato come nuovo presidente durante la grande manifestazione organizzata contro il presidente Maduro nel giorno che ricorda la fine nel 1958 della dittatura di Perez Jimenez. Sviluppi che arrivano dopo che da Washington si  erano fatti più insistenti i rumors di un riconoscimento da parte degli Stati Uniti di un eventuale presidente autoproclamato. Un invito raccolto dal capo dell’opposizione proprio nelle ore in cui anche Papa Francesco è atteso nel continente, per le giornate della gioventù a Panama. Il giuramento di Guaidò  Il presidente del Parlamento venezuelano,il leader dell’opposizione Juan Guaidò, si è proclamato “Presidente ad interim” del Paese mentre la Corte suprema ha ordinato l’apertura di un’inchiesta penale nei confronti della stessa Assemblea Nazionale, dove siede una maggioranza di oppositori del presidente Nicolas Maduro. “Giuro di assumere formalmente i poteri nazionali dell’esecutivo come presidente ad interim del Venezuela fino alla fine dell’usurpazione, la creazione di un governo di transizione e lo svolgimento di libere elezioni”, ha annunciato Guaidò nel corso di una manifestazione alla quale hanno partecipato decine di migliaia di persone. Il riconoscimento di Trump  Il presidente Usa, Donald Trump, riconosce Juan Guaidò presidente ad interim del Venezuela. Lo annuncia la Casa Bianca in una nota. Trump incoraggia inoltre gli altri governi occidentali a fare lo stesso.  “Oggi riconosco ufficialmente il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana, Juan Guaido, come presidente ad interim del Venezuela”, recita la dichiarazione di Trump. “Nel suo ruolo di unica branca legittima del governo debitamente eletto dal popolo venezuelano, l’Assemblea nazionale ha invocato la Costituzione del Paese per dichiarare illegittimo Nicolas Maduro e quindi vacante la presidenza. Il popolo del Venezuela ha coraggiosamente detto la propria contro Maduro e il suo regime e ha chiesto libertà e Stato di diritto”, prosegue l’inquilino della Casa Bianca, assicurando che continuerà a “usare appieno il peso del potere economico e diplomatico degli Stati Uniti per spingere per il ripristino della democrazia venezuelana”.

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