Operazione Trent’anni – Sequestro di una società immobiliare e di un lussuoso appartamento

By on 28 Settembre 2014

I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro di prevenzione, emesso dal Presidente del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti del noto E. D. e dei suoi “prestanome”.

Questa ulteriore fase della complessa attività investigativa da tempo in corso ha consentito di sottoporre a sequestro:

  • il 100% del capitale sociale e relative quote societarie della “I. D. M. S.r.l.”, con sede ad Olbia, località Porto Rotondo ed esercente l’attività di “mediazione immobiliare”;
  • un’unità abitativa, sita ad Olbia, nel complesso immobiliare “Villaggio Porto Rotondo”,

per un valore complessivo di stima pari a circa 255 mila euro.

In merito, si ricorda come il D. E., all’esito degli approfonditi accertamenti economico-patrimoniali eseguiti dalle Fiamme Gialle del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, sia risultato a capo di una insidiosa realtà economico criminale, caratterizzata dall’illecita accumulazione di utilitas in valore sproporzionato rispetto ai redditi lecitamente dichiarati, al punto che nei suoi confronti sono già stati eseguiti, alla fine del 2013, unitamente ai Carabinieri del R.O.S. di Roma, ben tre decreti di sequestro, cautelando beni mobili, cespiti immobiliari, società e quote societarie per oltre 25 milioni di euro.

Con specifico riferimento all’odierna attività, E. D., uno dei leader storici della famigerata “BANDA DELLA MAGLIANA” – consorteria nata ed operante in Roma, giunta, nel corso del tempo, a disporre di un tale grado di potenza offensiva da permettersi di spadroneggiare nel territorio della Capitale e del Lazio – è risultato vantare anche una particolare passione e predilezione per le note località balneari della Sardegna.

Già in passato, infatti, al D. erano state sequestrate ben 35 unità abitative di pregio e valore, tutte site ad Olbia, opportunamente celate in una società immobiliare di Rimini, intestata. secondo l’ipotesi d’accusa, a prestanome, nonché una prestigiosa villa nell’esclusiva Isola del Cavallo (Corsica).

L’odierna operazione testimonia ancora una volta, quindi, come la caratura criminale di un soggetto trovi spesso diretta espressione nel reinvestimento degli illeciti proventi accumulati in beni immobili di rilevante valore e pregio, strategia resa possibile anche grazie alla schermatura offerta da insospettabili imprenditori.

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