Nonostante tutto, grazie signora Thatcher

By on 9 Aprile 2013

ottavianidi Cristiano Ottaviani (*)

Quando nel 1990 dovette abbandonare il potere, che amava più della sua messa in piega, disse con gli occhi lucidi: “lascio un paese migliore rispetto a quello che ho trovato”. Sono pochi gli statisti che alla fine del loro mandato possono dire, senza essere smentiti, qualcosa del genere. Margaret Thatcher non solo ha risollevato un paese sull’orlo del baratro, ma ha segnato, con la sua forte azione politica, la storia, riportando in scena il liberismo nazionale e conservatore.

La Thatcher era figlia di un piccolo commerciante di paese, un uomo serio e devoto, che aveva trasmesso alla figlia un’autentica fede religiosa sul valore del libero mercato. Nata nel 1925, quando Giorgio V era Re e Imperatore delle Indie, ha vissuto la sua adolescenza e la prima giovinezza sotto i bombardamenti tedeschi. In quegli anni drammatici il Primo Ministro dell’epoca, Churchill, le diede il gusto per una politica leale, diretta, fiera, ma anche in perfetto stile british, duttile e realistica,oltre ad una lezione preziosa:“Mai arrendersi”.

Con questa forma mentis e un’ambizione sconfinata, la giovane “Maggie”, non senza pesanti sacrifici, entra a Oxford, dove si laurea in chimica, frequenta gli ambienti dei giovani conservatori e sposa un rampollo,che le consente di accedere definitivamente nel mondo che conta. La lady tuttavia è inarrestabile e per mostrare a tutti, anche a se stessa, di essere realmente indipendente, mentre è incinta di due gemelli, consegue una seconda laurea in legge, divenendo un importante avvocato tributario e una politica.

Lei, proveniente dalla piccola borghesia, ce l’aveva fatta, era una Self Made Woman, una donna che si era fatta da se. Coerentemente alla sua esperienza, la Thatcher ha sempre ritenuto la pigrizia volontaria, uno dei peggiori difetti umani, assolutamente da scoraggiare dal punto di vista economico e sociale.

Lord Keynes, nella sua visione, era il vero liquidatore dell’Impero britannico, barattato con l’assistenzialismo del Welfare State laburista. Ovviamente la lady sapeva bene che i suoi stessi amici conservatori, andati ripetutamente al potere, non volevano invertire la rotta per riportare l’Inghilterra ad essere un efficiente “stato minimo” come ai tempi della Regina Vittoria e di Oliver Twist. Il vantaggio di parlare inglese, lingua franca globale, avrebbe potuto fare del Regno una grande terra di servizi e Londra sarebbe tornata ad essere il cuore della finanza internazionale.

La Thatcher, con queste idee, va al potere nel 1979 e, in poco più di dieci anni, distrugge il potente sindacato inglese, smantella grandi aziende e lo stato sociale.Cerca di privatizzare tutto l’immaginabile e aiuta in maniera importante lo Zio Sam a vincere la guerra fredda.

Il 1982 è l’anno chiave in cui la Lady di Ferro, rifiutando ogni mediazione, sconfigge in guerra l’Argentina nelle Falkland. Una vergogna imperialistica per il mondo, ma non per gli inglesi, che riacquistano fiducia e abbracciano il thatcherismo.

Si fa avanti una nuova cultura intraprendente e meritocratica, ma anche molto individualistica e incline a giudicare il valore degli uomini dal conto in banca.Alcune zone e persone del Regno diventano ricche, tante altre povere. Saltano gli ammortizzatori sociali, la classe media si sfoltisce,ma la borsa e l’economia per alcuni anni vivono in piena euforia. Per onestà occorre dire che quando il 20 Novembre del 1990 la lady di Ferro lascia Downing Street, sa che il nuovo stato sociale, che avrebbe voluto costruire sulle ceneri di quello socialista, non è stato ancora edificato. Sarà invece, forse non per ironia della storia , il neolaburista Tony Blair a ridare coesione al paese.

Nella parabola della Lady di Ferro , tra le pagine nere dei morti delle Falkland e i disoccupati di Manchester e di Liverpool, assistiamo anche noi,che crediamo al progresso, alla crudele vittoria delle leggi della Storia sull’Utopia, dura lezione da cui ripartire.

A mio avviso la politica della Thatcher va analizzata con molto cautela , essendo espressione di un vero progetto nazionale e politico, ma anche l’apripista del mercatismo globalizzato da cui ha finito per essere travolta.

La sua vittoria più importante è nella difesa della sovranità nazionale ovvero nella forte avversione alla moneta unica. Quando la Tathcher iniziò a opporsi agli “ stupidi” parametri di Bruxelles le dissero che era reazionaria, antimoderna, dotata di una visione politica meschina e i primi a farlo furono uomini del suo partito. Oggi, ad oltre 20 anni di distanza, tutti gli inglesi , con una minoranza inferiore ai tifosi del West Ham, difenderebbero la Sterlina come la stessa Regina. E’ grazie a questa scelta infatti che il Regno Unito è una nazione efficiente, con una proiezione economica globale, che vive la crisi meno di noi e ha uno stato sociale migliore.

Margaret Tathcher è stata l’ultima vera statista europea in grado di realizzare, a differenza di Mitterand e più di Kholl, un progetto lucido e lungimirante. Ma la Lady di Ferro è stata anche la politica della transizione e, nel caso specifico del suo paese, di singolare unione, tra il vecchio mondo delle Spada, dello Scettro e della Croce con i tempi attuali, dove la finanza diventa prevalente sulla politica, sovvertendo secoli di civiltà e buon senso.

Sicuramente ha rappresentato una Civiltà Europea che non si piega su se stessa, come purtroppo sta accadendo sul continente, e accetta la sfida del mondo.

Ecco perchè, nonostante tutto, grazie signora Thatcher; anche quando ci sei stata nemica e ti abbiamo sinceramente odiata, sei stata leale; i banchieri e gli oligarchi che ti hanno seguita, portando avanti la parte peggiore della tua politica, non hanno avuto,né mai potranno avere, il tuo coraggio e il tuo senso dell’onore.

Con i tuoi tanti limiti e i tuoi tanti nei,hai salvato come Churchill la tua Isola, custodendo i gioielli della tua terra con la stessa grazia del drago delle fiabe.Un giorno, come in passato, saranno ancora la Libertà, la Democrazia e la Patria a ridare speranza al futuro.

Così, del resto, “regola” Britannia; il mondo si adegui.

* (Fonte – http://cristianottaviani.tumblr.com/post/47535787650/nonostante-tutto-grazie-signora-thatcher)

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