Musicoterapia estiva: effetti e benefici

By on 31 agosto 2018

Musicoterapia estiva: effetti e benefici

Sono i “Tormentoni”estivi. Non importa la qualità del brano, ciò che conta è che con il loro ritmo facciano scatenare, ballare e per dirla con Mattia Gatto-scrittore e musico terapeuta,  relativamente ai tormentoni estivi-a giocare un ruolo cruciale nel successo degli stessi-è il connubio di più elementi, quali: la semplicità di melodia e testo che si traduce in orecchiabilità e canticchiabilità, un ritmo estivo caratterizzato da richiami latini.L’estate 2018 è stata accompagnata dalle colonne sonore di artisti noti e anche di gruppi emergenti; si è capito, insomma, che la musica regna sovrana soprattutto in estate, quando la mente è più scevra dai pensieri impellenti dell’anno, uno dei motivi per cui ci si libera dai fardelli e da ogni infingimento.

Amore Capoeira ( Takagi e Fetra-feat Giusy Ferreri e Sean Kingston), Baby K-Da 0 a 100, Irama-Nera, Alvaro Soleir-La Cintura, Francesca Michielin-Tropicale, Malika Ayane-Stracciabudella, Carl brave-Fotografia ( feat Francesca Michielin e Fabri Fibra) fanno parte dell’elenco delle canzoni estive,un accessorio irrinunciabile per chi va in vacanza, a seguire viene fuori un continuo e ripetuto richiamo dei ritornelli, in associazione alla volontà di canticchiarli ( anche dagli scritti del musicoterapeuta viene fuori che non bisogna dimenticare il valore recuperatore e catartico del tormentone, fatto di sole, mare, vibrazioni positive per chi non può permettersi di abbracciare quell’immaginario).

Uno dei rimedi, oltre che soluzione per riprendere le energie, rigenerare la mente dopo un anno stressante, carico di lavoro, pensieri e preoccupazioni è la musica, senza la quale non si entra in contatto con un mondo a colori,essendo la musica per l’appunto l’origine delle arti e dei linguaggi. La musica che va oltre la musica si chiama musicoterapia, e anche in estate vengono fatti dei laboratori per poter fare esercizi in merito a questa pratica: si tratta di una disciplina basata sull’ascolto della musica come strumento terapeutico, educativo e riabilitativo, dove i suoni e le melodie fungono da passamano , cioè agiscono sugli stati d’animo , sulle emozioni, sullo sviluppo emozionale, sulle abilità sociali e su alcuni tipi di disturbi. “Nello specifico, durante l’ascolto di una canzone si assiste all’attivazione di importanti aree cerebrali: Corteccia, partendo dall’emisfero temporale deputato alla comprensione dei suoni, Archicortex, con riferimento alle connessioni emotive dei ricordi che la canzone risveglia, Ipotalamo connesso alla secrezione di diversi ormoni tra cui ossitocina e dopamina, responsabili degli stati di benessere. Bulbo e ponte, con conseguenti modificazioni del respiro e della frequenza cardiaca , Lobo parietale deputato al movimento”, è quanto emerge dall’intervento dell’esperto Mattia Gatto per far leva sui benefici dei laboratori di musicoterapia anche nel periodo estivo. La musicoterapia ha un effetto curativo sugli stati di depressione, consentendo in alcune accezioni la completa guarigione grazie all’applicazione dei metodi: ascolto dei brani,esecuzione con strumenti, libera improvvisazione, danza, canto e movimento nella massima totalità. Insomma, accanto alla musicoterapia ci stanno anche professionisti dietro, e per riprendere alcune analisi a riguardo, a cura di   Mattia Gatto, possiamo confermare che la musicoterapia ha degli effetti benèfici sul corpo e sulla mente del soggetto. “A beneficio dei bambini e degli adulti-sostiene Mattia Gatto- interviene la musicoterapia, che rende il cervello più creativo, aiuta a rafforzare le difese immunitarie e riduce la tensione muscolare”. Essa può aiutare bambini, adolescenti, adulti con disturbi ad intraprendere un percorso verso l’interazione sociale, sprazzando via le barriere in entrata;si attenua l’ansia, la percezione del malessere generalizzato, a fronte di studi e analisi dei casi specifici, riportando poi  a condizioni di normalità coloro che si erano ritrovati a vivere un disagio esistenziale. L’estate non mette in pausa i laboratori di musicoterapia, anzi vengono organizzati dei corsi  per contribuire a creare la cultura della musica come terapia (consapevolezza del sé, studio ed organizzazione delle emozioni, cura dei disturbi psichici, cura dell’anima), favorendo il superamento dei blocchi, delle paure, delle angosce e del male di vivere:il linguaggio sonoro diventa Ritmo e Linfa per tutti quelli che fanno delle loro esperienze una ragione di vita, un monito per gli altri che, attraverso queste rappresentazioni dei suoni a parole possono beneficiarne.

Inoltre, l’ascolto della musica permette di rielaborare alcuni concetti della mente, rendendoli visibili e tangibili, esplorandone ogni aspetto ed ogni angolo, difatti si evince che è possibile controllare il corpo, sviluppare capacità di autocontrollo legate all’impulsività, una modalità di approccio innovativa e assolutamente propensa nella definizione dell’Io che emerge.

 

a cura di Matteo Spagnuolo

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One Comment

  1. Roberto

    1 settembre 2018 at 11:50

    Articolo interessante sotto diversi punti di vista. Ma, al di sopra di tutto, emblematica la testimonianza del dott. Gatto, professionista conosciuto e apprezzato.

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