Morta la “lady di ferro”

By on 8 Aprile 2013

thatcherdalla redazione

E’ morta ad 87 anni Margaret Thatcher, la “lady di ferro”, prima ed unica donna premier britannica. E’ stata alla guida del paese dal 1979 al 1990. Nata il 13 ottobre 1925 a Grantham, nel Lincolnshire, dal 1975 al 1990 è stata anche leader del partito conservatore britannico. “La donna di ferro” aveva abbandonato la politica e le attività pubbliche dal 2002, provata da piccoli ictus e dalla demenza senile. Una sofferenza rivelata dalla figlia e che emerse anche dal film del 2011, The Iron Lady, interpretato da Meryl Streep.

Il primo primo ministro, David Cameron, ha interrotto il suo tour in Europa per rientrare a Londra, e ha dichiarato: “La Gran Bretagna ha perso una grande leader, un grande primo ministro, una grande britannica”. Anche la Regina Elisabetta, tramite un comunicato, ha riferito di essere “triste nell’apprendere la notizia”. Una donna davvero tutto di un pezzo che si commosse solo al momento di chiudersi alle spalle il portone al numero 10 di Downing Street, per 11 anni casa sua, per avviarsi all’auto che l’avrebbe portata via dai riflettori. Nel suo primo mandato, dal 1979 al 1983, incrementò il tasso d’interesse per ridurre l’inflazione ed aumentò l’Iva, preferendo la tassazione indiretta a quella diretta. Il primo quadriennio della Thatcher fu caratterizzato dalla fermezza dimostrata nelle crisi. Nel 1980 un gruppo di sei terroristi arabi assaltò l’ambasciata iraniana a Londra, chiedendo il rilascio di 91 arabi detenuti in Iran e minacciando di uccidere 26 ostaggi oltre a far saltare l’edificio. La Thatcher diede l’ordine alle teste di cuoio di attaccare. Cinque sequestratori furono uccisi e uno catturato. La popolarità della Thatcher crebbe a dismisura. Nel 1981 ebbe un altro braccio di ferro con un gruppo di appartenenti all’Ira, in sciopero della fame per vedersi riconosciuto lo status di prigionieri politici, cancellato dal precedente governo. Lei non cedette, neanche di fronte alla morte di dieci prigionieri, tra cui il celebre Bobby Sands. Nel 1982 scoppiò la guerra delle isole Falkland-Malvinas, scaturita dall’occupazione argentina dell’arcipelago – disabitato fino all’arrivo di “coloni” britannici ai primi dell’Ottocento – dopo la rivendicazione territoriale da parte della giunta militare di Buenos Aires. La Thatcher inviò una task force navale e in breve si riprese le isole, accompagnata dall’ondata di rinato patriottismo nel Regno Unito. Nel 1984 la Thatcher affrontò di forza la questione sindacale con una legge che rendeva lo sciopero illegale nei casi in cui non c’era l’approvazione a voto segreto dalla maggioranza dei lavoratori. Nello stesso anno uscì indenne da un attentato degli estremisti repubblicani irlandesi dell’Ira contro la sede del Grand Hotel di Brighton, mentre era in corso un congresso del partito conservatore. Ci furono 5 morti ma non rinunciò, il giorno dopo, a tenere il suo discorso al congresso. Dopo la tragedia nello stadio belga dell’Heysel di Bruxelles, dove una trentina di tifosi della Juventus, finiti nel settore dei supporter del Liverpool, morirono per il cedimento della struttura sotto la pressione degli avversari, Margaret Thatcher ritirò le squadre britanniche da tutte le competizioni internazionali e varò la storica riforma sulla sicurezza negli stadi di calcio. Durante il suo terzo mandato la Thatcher si oppose in maniera decisa alla creazione della Ue e della  moneta unica. Atteggiamento che portò a una spaccatura nel suo partito. Nel 1989 iniziò il declino anche per l’introduzione della cosiddetta poll tax, uguale per ogni cittadino residente nel Regno Unito. Il 20 novembre 1990 si svolsero le elezioni per la carica di leader del Partito Conservatore e si  dovette andare al secondo turno. Margaret Thatcher diede la dimissioni da premier e sostenne la candidatura del ministro dell’Economia John Major. Una donna forte e intelligente. Che sia stata amata o meno non le si può non riconoscere il merito della lucidità e della fermezza. Negli ultimi anni la malattia l’aveva debilitata molto perchè  la sua  mente, così funzionante e attiva, l’abbandonava pian piano e le faceva perdere il controllo. Forte e fiera fino alla fine non ha mai smesso di informarsi e di seguire la politica di un paese che, nonostante tutto, amava al di sopra di ogni cosa.

 

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