MORATTI: SENZA L’UE INERMI DI FRONTE AI MERCATI MONDIALI

By on 16 Giugno 2019

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Tradizionale incontro di UBI Banca con imprenditori e operatori finanziari
MORATTI: SENZA L’UE INERMI DI FRONTE AI MERCATI MONDIALI
Dibattito: 130 Miliardi, il costo della crisi per il sistema bancario italiano. 
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L’economia italiana tornerà ai livelli precrisi (2008) soltanto nel 2023: 15 anni per recuperare il terreno perduto. E’ la previsione di Prometeia all’appuntamento 2019 che Ubi Banca organizza da circa quarant’anni per riflettere sui messaggi lanciati dal Governatore della Banca d’Italia e dal presidente di Consob in occasione delle tradizionali relazioni annuali.

Di fronte a un selezionato parterre di imprenditori e di operatori finanziari – invitato il presidente di Assoedilizia e di Eurasia Achille Colombo Clerici – la presidente dell’istituto di credito Letizia Moratti ha sottolineato i temi chiave toccati negli interventi dei vertici delle due istituzioni finanziarie,  il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e il Presidente Consob Paolo Savona: crescita, invecchiamento della popolazione, ritardo tecnologico, banche e finanza, appartenenza alla UE.

“Condivido l’urgenza – ha detto – di sostenere la crescita e allentare le tensioni sui mercati finanziari. La crescita economica del nostro Paese va rimessa al centro dell’agenda politica italiana. E noi tutti dobbiamo contribuire a questo obiettivo primario. In tal senso, l’elevato rapporto tra debito pubblico e Pil rimane un vincolo e occorre una strategia rigorosa di riduzione nel medio termine. L’Italia paga anche un ritardo tecnologico. Il 5 per cento del totale del valore aggiunto è oggi riconducibile ai settori dell’economia digitale contro l’8 in Germania e una media del 6,6 nell’Unione Europea, mentre il mondo è cambiato e cambierà ancora. Nei servizi bancari si è certamente ridotto il numero degli sportelli tradizionali per far fronte alla politica di riduzione dei costi ma dall’altra parte si stanno sviluppando le Fintech, i Big data e l’uso delle tecniche di intelligenza artificiale”.

“Per quanto riguarda l’Europa” ha continuato Moratti “sono una convinta sostenitrice dell’Unione Europea perché non possiamo abbandonare la nostra volontà di sostenitori del progetto e dobbiamo continuare su un percorso di sviluppo e di stabilità. I mercati globali ci pongono delle sfide che da soli non potremmo sostenere. L’Europa ci consente di aprirci a mercati più ampi, di godere di sostegni maggiori e facilita la cooperazione in campi strategici. Vorrei ricordare che la crescita italiana non è stata debole a causa dell’Unione europea o dell’euro perché gran parte degli Stati membri hanno fatto meglio di noi. Il Paese ha reagito con ritardo al cambiamento tecnologico e all’apertura dei mercati a livello globale. Servono mercati integrati a livello finanziario, del lavoro, di beni e servizi con norme e istituti comuni e un autentico bilancio unico europeo”.

E’ toccato a Giuseppe Lusignani vice presidente di Prometeia e professore di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’Università di Bologna (il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, ha concluso i lavori) analizzare la situazione. Tra le considerazioni più interessanti il fatto che il risparmio delle famiglie congelato nei conti correnti delle banche, è tra i più alti del mondo in quanto i risparmiatori non si fidano ad investirlo in Italia (anzi, spesso preferiscono finanziare attività all’estero): a differenza, per citare, di quanto succede in Giappone che ha un debito pubblico ben più alto del nostro ma che è detenuto per la quasi totalità dai risparmiatori nipponici.

Chi allora finanzia le imprese italiane? Prevalentemente le banche che hanno pagato, con la grande crisi, uno scotto enorme: circa 130 miliardi di euro. (Ma, per inciso e’ lecito chiedersi: chi si e’ arricchito? Il criterio del “cui prodest” mantiene ancora la sua validita’.)

Se non torna la fiducia nel ‘sistema Paese’, la ripresa sarà impresa ardua.

Letizia Moratti con Achille Colombo Clerici

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