Migranti, scontri USA-Messico.

By on 20 ottobre 2018

Il Messico invia centinaia di agenti di polizia al suo confine meridionale in vista dell’arrivo di migliaia di migranti – fra i 1.500 e i tremila- provenienti da Guatemala, Honduras ed El Salvador, dopo che il presidente americano Donald Trump ha minacciato il ricorso alla forza militare per sigillare la frontiera fra Stati Uniti e Messico contro quello che ha definito un “assalto”. La polizia messicana non avrà compiti di “repressione” ma solo di “contenimento”, ha precisato il capo della polizia, Manelich Castilla in una intervista a Foro TV. “Sono pronto a inviare i militari per difendere il nostro confine meridionale se necessario”, ha detto Trump in un discorso ieri sera a Missoula, nel Montana. L’emergenza, ha aggiunto, “E’ stata provocata dall’assalto dei migranti illegali dovuto ai democratici per il loro rifiuto a riconoscere il problema e di cambiare le leggi che piacciono a loro. Immaginano che chiunque arrivi voterà democratico.” Trump impegnato nella campagna elettorale per il voto di ‘mid-term’ non ha mancato di lanciare l’allarme parlando di un vero e proprio “assalto al nostro Paese” compiuto da una massa di persone tra cui “elementi criminali”  che portano anche stupefacenti. La risposta del governo messicano In un intervento al Parlamento, il ministro degli Interni messicano Alfonso Navarrete ha anticipato di voler spiegare “Con tutta la chiarezza possibile” al governo americano “Che respingiamo qualsiasi tentativo di pressioni per cambiare le nostri leggi perché non intendiamo farlo”. Il governo messicano ha anche precisato la sua intenzione di chiedere all’UNHCR aiuto per individuare una soluzione “di carattere umanitario” per i migranti in arrivo.

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