Metadone, analisi chirale nei fluidi biologici

By on 11 Marzo 2013

metadoneIQ. 11/03/2013 – Il metadone è un oppioide sintetico utilizzato per la terapia di mantenimento nei pazienti in corso di disintossicazione da oppiacei. La sua somministrazione viene effettuata in ambiente medico controllato, tuttavia casi di uso illecito sono possibili con conseguenze a volte fatali per i consumatori.

Lo studio di Ricarda Jantos e Gisela Skopp dell’ospedale universitario di Heidelberg in Germania, si è proposto di dosare la concentrazione di metadone (MTD) e del suo metabolita 2-etilidine-1,5-dimetil-3,3-difenilpirrolidina (EDDP) in campioni biologici post-mortem di 16 soggetti deceduti per tossicità correlata all’uso di metadone. In particolare si sono occupati di determinare i rapporti enantiomerici di metadone e metabolita presenti, ipotizzando che tali informazioni potessero aiutare nell’interpretazione dei dati. Il metadone è disponibile sia come miscela dei due stereoisomeri (R ed S), che come isomero R puro, il quale risulta farmacologicamente più attivo diversamente dall’S che mostra attività analgesica solo a larghe dosi. L’isomero R inoltre, presenta tempi di eliminazione dall’organismo più lunghi (circa 38 ore) rispetto all’S (circa 29 ore) e un metabolismo stereoselettivo potrebbe contribuire ad un ulteriore accumulo dell’isomero attivo R il quale, aumentando in concentrazione, potrebbe superare le dosi terapeutiche e risultare tossico.

Campioni biologici provenienti da 16 decessi correlati all’uso di metadone, sono stati analizzati utilizzando un metodo in LC-MS/MS chirale. In tutti i casi studiati, la quantità di metadone totale rilevata è risultata essere presente in quantità tali da poter effettivamente aver contribuito al decesso. Le concentrazioni più alte sono risultate nei polmoni (metadone) e nei reni (EDDP) e si è osservata ridistribuzione post-mortem. Lo studio dei rapporti R/S del metadone e dell’EDDP consentono di stabilire se le ultime dosi assunte fossero miscele racemiche o singolo enantiomero, e in tre casi solo R-MTD è stato identificato. L’analisi enantioselettiva dell’MTD secondo gli autori, rappresenta un utile strumento di interpretazione se una concentrazione postmortem è effettivamente nell’intervallo terapeutico o meno, perché la concentrazione dell’R-MTD farmacologicamente attivo, fornisce una misura più specifica di disturbi, inoltre può essere utile per valutare l’eventuale consumo recente di R-MTD o MTD racemo.

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