MENO AUTO E INQUINAMENTO, PIU’ CASE, ABITANTI, INTEGRAZIONE E CONOSCENZA

By on 21 Marzo 2019

Giuseppe Sala Sindaco di Milano – Incontro all’ISPI con il vicepresedente Paolo Magri – Marzo 2019 – «AMICI DI MILANO» Associazione informa

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ISPI Istituto per gli studi di Politica Internazionale – con il vicepresidente Paolo Magri incontra il sindaco di Milano, Giuseppe Sala 

MENO AUTO E INQUINAMENTO, PIU’ CASE, ABITANTI, INTEGRAZIONE E CONOSCENZA: ECCO LA MILANO DEL PROSSIMO FUTURO 

Nelle città vive oggi oltre la metà della popolazione del globo. Nel 2050 sarà il 75%. Perché nelle città si concentrano conoscenze, opportunità, benessere, servizi, cultura. Come cambieranno le città in futuro? E come garantirne uno sviluppo sostenibile e inclusivo?

E’ la domanda clou che Paolo Magri, vicepresidente di Ispi, ha rivolto al sindaco di Milano Giuseppe Sala nel corso di un incontro che aveva come tema, appunto, Le Città.  Ecco come ha risposto il primo cittadino del capoluogo lombardo.

In una grande città come Milano convivono realtà positive e negative: ricchezza e povertà; inclusione ed emarginazione; innovazione e conservazione.

Politicamente nel Paese prevale la destra, nelle città spesso la sinistra. Si spiega con la comunicazione: più semplicistica e conservatrice quella di destra, più elaborata e progressista quella di  sinistra. Milano ne è l’esempio. La sua prosperità nasce dall’apertura, dal cambiamento, dall’apporto di culture diverse, dai giovani, dagli studenti stranieri, dagli investimenti esteri (30%), dagli immigrati.

Se l’immigrazione può presentare problemi, oltrechè vantaggi, bisogna valutare il pro e il contro e scegliere cosa è meglio per la città. Milano è città aperta, e non può essere diversamente, di fronte al ricco turista come al rifugiato.

Milano è città laboratorio e mi confronto con i sindaci di altre città laboratorio. Fa parte del Club C40, le città leader nel mondo (in realtà sono oltre 90), e sono uno dei 7 vicepresidenti. Certe scelte, come l’estensione dell’area B, possono essere impopolari, ma vanno fatte comunque.

Critico le autonomie regionali perché le città sono il motore del cambiamento. In Italia sono vitali da mille anni, lo Stato unitario e le regioni da meno di 200. In Italia è difficile fare riforme, sia per l’altissimo livello giuridico, sia per la breve durata dei governi che, dal dopoguerra, hanno avuto una vita media di poco più di un anno. La politica si autoconserva.

Le Regioni non sono in grado di risolvere i problemi. Undici di esse hanno meno abitanti di Milano. E’ sbagliato l’art. V della Costituzione che ha concesso loro determinate autonomie: basti vedere la gestione del turismo (a Milano le presenze sono passate da 5 a 8 milioni anche grazie ad Expo). E cosa avverrebbe della gestione delle scuole? Il brand vendibile all’estero è Milano oppure Italia, non Lombardia. L’UE non “vede” le Regioni) ma grandi centri urbani.

Milano è al centro di due grandi direttrici nord-sud est-ovest. Sono perciò importanti le infrastrutture – stradali, ferroviarie, telematiche – che agevolino il traffico di merci, persone e conoscenze. Lungimiranti in tal senso i cinesi con la loro Via della Seta.

Milano ha due grandi problemi: lo sviluppo disomogeneo (periferie) e l’ambiente. Abbiamo perciò stanziato 2 mld per l’acquisto, entro pochi anni, di autobus elettrici.

Politica e città. Milano è spinta ad un ruolo centrale dai suoi cittadini. Una volta tra politica e cittadini operavano partiti, associazioni, la chiesa, giornali; oggi la comunicazione è più diretta, il popolo scavalca le strutture intermedie e parla direttamente con la politica. E’ il cosiddetto populismo. Ma la politica non deve dare sempre ragione al popolo, il suo compito è raccogliere le istanze di tutti e poi mediare le soluzioni.  La confusione regna sovrana, ma la speranza non ci abbandona. Nelle città-laboratorio si sta creando una nuova socialità, lavoro in tal senso.

Milano 2030 vedrà un aumento della popolazione e dei giovani qui attratti (in 10 anni gli studenti universitari sono passati da 140.000 a 200.000 unità). Ma resterà di dimensioni “umane” – come altre città europee –  a differenza delle città orientali. Lavoriamo su tre leve fondamentali: sviluppo urbanistico, sistemi di mobilità, verde e ambiente.

I giovani vedono positivamente in Milano il funzionamento dei servizi e un ostacolo negli affitti elevati.

Puntiamo su rigenerazione urbana, occupazione di spazi vuoti (caserma Mascheroni), scali ferroviari, costruzioni ecologiche a costi accettabili.

Traffico. Oggi entrano in Milano 6-700.000 auto di pendolari ogni giorno. Obiettivo, ridurle estendendo i collegamenti pubblici nell’hinterland e fuori (la metropolitana a Monza). Intendiamo anche invogliare i milanesi a continuare a ridurre l’auto di proprietà. Dal 93 ad oggi si sono ridotte da 65 a 52 ogni 100 abitanti, puntiamo a 40. Nel digitale siamo tra i più avanzati in Europa. Avanti anche nel riciclo dei rifiuti, siamo al 60% e con l’aiuto dei termovalorizzatori solo una frazione va in discarica.

Olimpiadi. Non posso scendere nei particolari, ma la concorrente Stoccolma presenta problemi non da poco, alcune gare dovrebbero svolgersi a 1.000 km di distanza, addirittura in altri Stati.  Il 24 giugno si riunisce il CIO.

Scopertura Navigli. Resta il mio sogno ma se non arrivano fondi i soldi verranno impiegati per le periferie.

Collegamenti con aeroporti. Nel 2021/22 Linate verrà collegato al centrocittà in 14’, caso unico in Europa. Verrà rafforzato, in accordo con le FS,  il collegamento con Malpensa.

Ambiente. Provvedimenti locali sono poco più che palliativi, bisogna operare in aree più vaste, ma la Città Metropolitana non consente al sindaco di Milano di coordinare politiche omogenee per quanto riguarda l’inquinamento da traffico. Per quello da riscaldamento, la proprietà pubblica è più avanti di quella privata che non viene adeguatamente incentivata per il cambio delle caldaie a gasolio.
Invece del 60% di detrazione in 10 anni meglio sarebbe un contributo diretto – il 30-35%? –  al momento della sostituzione. Necessari anche investimenti per il rischio idrogeologico.

Il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, con Achille Colombo Clerici

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