Un maglificio nella villa dei boss Graziano a Quindici (Avellino)

By on 6 Aprile 2014

L’iniziativa è stata presentata il 3 Aprile in prefettura dal prefetto Carlo Sessa, e coinvolge società civile e istituzioni. Per realizzare il progetto – ‘un sogno’, è stato definito, viste le difficoltà affrontate per portarlo a termine – si sono mossi Libera (associazioni, nomi e numeri CONTRO LE MAFIE), il comune di Quindici, l’istituto tecnico per geometri di Avellino ‘Oscar D’Agostino’ che ha sviluppato l’idea nell’ambito dei percorsi formativi finanziati dai fondi Pon Sicurezza ‘le(g)ali al Sud’, la cooperativa sociale ‘Oasiproject’ e la ‘Fondazione con il Sud’, per la parte finanziamenti.

Questo sforzo collettivo ha prodotto un risultato importante che è un «segno tangibile ad una comunità che ha vissuto per anni un clima di paura e violenza, portando a Quindici qualcosa di nuovo, ovvero dignità e lavoro», come ha spiegato il presidente di ‘Oasiproject’ Pasquale Capoluongo. È anche un fatto che deve orientare le politiche di gestione dei beni sequetrati alle mafie secondo il presidente della Commissione beni confiscati della regione Campania Antonio Amato, per il quale «gli esempi di ri-gestione dei beni confiscati sono ancora pochi perché spesso si preferisce rivendere quei beni. Ma questo deve costituire un fatto eccezionale, le istituzioni si devono impegnare in questo senso».

Importante anche il coinvolgimento dei ragazzi, sottolineato dal dirigente scolastico dell’istituto ‘D’Agostino’. La loro partecipazione è un segno di «affermazione della cultura della legalità e di speranza per un futuro migliore» nel quale possano trovare possibilità di crescita e lavoro nel loro territorio, anche grazie a iniziative come questa.

Un concetto ribadito dal prefetto Sessa a chiusura del convegno. «L’aspetto che ci rende oggi particolarmente orgogliosi», ha detto Sessa, «è l’obiettivo condiviso di voler creare le condizioni di impegno e lavoro per i giovani di questo territorio che, grazie a questa opportunità, potrebbero trovare un’ occasione di riscatto sociale e economico».

La presentazione dell’iniziativa, ha concluso, rappresenta «il risultato di un’azione condivisa a tutela della legalità finalizzata a sostenere l’ economia legale favorendo le condizioni per lo sviluppo e il miglioramento delle condizioni di vita di questa provincia»

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