Lazio, Storace (La Destra): Abolire sprechi non significa chiudere ospedali”

By on 6 Dicembre 2012

IQ.Roma, 6/12/2012 – Comunicato Stampa La Destra

 “Libereremo la sanità dalla tecnocrazia. Deve essere chiaro che non si può più andare avanti a colpi di forbici. Le mani pericolose degli uomini di Monti, a partire dal commissario alla sanità laziale, Bondi, non devono prendere a rasoiate le nostre strutture.

In queste giornate, le minacce per la salute dei cittadini si infittiscono. Un robot a cui hanno messo in testa che deve tagliare tutto quello che vede in una corsia d’ospedale, vagheggia la chiusura di uno, due, tre, sei ospedali romani e chissà quante altre strutture nel territorio regionale, nel suo dissennato piano susseguente alla cosiddetta e maledetta spending review. La campagna elettorale che si approssima e che un magistrato del TAR ha stabilito che si concluderà il 3 e 4 febbraio con l’elezione del presidente della regione Lazio rappresenterà l’occasione per chiudere definitivamente una stagione, quella delle bugie e della sofferenza”. E’ quanto scrive Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, sul sito del partito ripreso da Il Giornale d’Italia.

“Intendo dirlo con chiarezza domenica prossima alla grande platea che la Destra radunerà nella vasta cornice del teatro Olimpico di Roma: se avremo la responsabilità di guidare la Regione o se avremo l’onore di sostenere un candidato nuovamente all’altezza della sfida, il mandato dovrà essere finalizzato a trasformare le elezioni regionali in un referendum politico sulla gestione sovrana della sanità. Basta con i tecnici, se il popolo dice che da ora governa chi ha i consensi e la fiducia per farlo, Bondi torna a casa con Monti, come accadde a D’Alema nel 2000. In un paese strangolato da duemila miliardi di debiti, e’ incredibile che ci si accanisca contro una regione importante come il Lazio, mandando sul lastrico tante famiglie di lavoratori senza stipendio e distruggendo le speranze di cura di troppi malati. Se Monti bussa a quattrini, non li pretenda domani mattina, che non ci sono. Prima i servizi, per favore.

Quanto sta accadendo e’ davvero incredibile e trova la protesta di tantissime persone che non ce la fanno più. Se le lavoratrici mettono in campo forme clamorose di dissenso – come raparsi a zero – se si e’ pronti anche alle forme più estreme nella rivendicazione dei diritti a una vita da portare avanti con dignità, vuol dire che si e’ rotto un meccanismo che finora aveva guardato con fiducia alle istituzioni. Non ci si fida più – prosegue Storace – ed e’ molto triste e grave quel messaggio opposto che pochi giorni orsono il candidato della sinistra, Nicola Zingaretti, pronunciò all’indirizzo del “tecnico” Bondi, augurandosi di ritrovarlo nel suo incarico commissariale in caso di vittoria elettorale.

Ma nemmeno per idea: se vince il centrodestra si deve porre fine a un’idea pazza che equivale col teorema della sanità come costo e non come diritto. Abolire gli sprechi non coincide con la chiusura degli ospedali. Era uno spreco avere aperto il Sant’Andrea o lo era tenerlo chiuso da trent’anni? Se la sinistra perde – e faremo di tutto per la farla perdere – Bondi dovrà trovarsi un mestiere altrove. Il Lazio ha già dato e semmai e’ in credito con lo Stato. E’ ora di dire e finalmente che la sanità di Roma e delle sue provincia e’ sottostimata da vent’anni. Chi non lo capisce – conclude Storace – stia alla larga dalla Regione Lazio. L’incompetenza farebbe ulteriori danni”.

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