L’Aquila. I 309 rintocchi del cuore

By on 6 Aprile 2013

aquila-terremotodi Stefania Paradiso

IQ. 06/04/2013 – L’Aquila dalle 3:32 del 6 aprile 2009 non fa che vivere con estremo decoro un evento così doloroso e distruttivo, come il sisma che l’ha colpita. 309 vite. 309 bare. 309 nomi. 309 storie. Ieri si è tenuta la fiaccolata  della Memoria per non dimenticare le vittime ma anche per ricordare, ancora una volta, che la città va ricostruita e messa in condizione di vivere. Una casa si dovrebbe sempre poter ricostruire ma qui sembra non sia possibile.

 
Ancora oggi, tutti uniti dallo stesso dolore e dal ricordo di quella notte in cui tante vite sono state cancellate e molte sono cambiate per sempre, la città è piena di macerie.
Buio, silenzio e cielo pieno di milioni di stelle. Il tremore di migliaia di fiammelle che ha acceso di rosso fuoco il cuore ferito dell’Aquila. 309 rintocchi e 309 nomi: gli aquilani si sono fermati a ricordare chi, a causa del terremoto, non c’è più.
Il primo suono sordo della campana è stato un colpo al cuore per tutti.
Piazza Duomo, che da quattro anni non sente più i rumori di una vita normale, sprofonda in un silenzio ancora più immenso, interrotto solo da qualche singhiozzo: sembra che la gente trattenga perfino il respiro per evitare qualsiasi suono.
Un tragico bilancio in continuo aggiornamento portò a contare, alla fine, più di trecento morti. Ci vollero giorni per definire il numero esatto delle vittime.
Quella notte, e forse questa è una ferita ancor più profonda per chi quel terremoto l’ha vissuto, c’era chi rideva e pensava a quanti soldi e sciacallaggio potesse fare su quella calamità.
Ancora oggi le case non ci sono e la vita è ferma, in attesa di ricominciare.
Gli aquilani non hanno posto per recriminazioni, vittimismi o strumentalizzazioni.
C’è solo la voglia di ricominciare davvero nel ricordo e con rispetto per i 309 rintocchi di campana e per tutti quelli scampati al terremoto.

About Redazione