L’Apache colpisce ancora.

By on 17 Settembre 2014

L’Apache con una doppietta sontuosa stende il Malmoe e proietta la Juve in testa al Gruppo A, a pari merito con l’Olympiakos, vittorioso in casa contro l’Atletico Madrid

Asamoah dà una scossa, con un siluro dai trenta metri e un colpo di testa da due passi, entrambi sopra la traversa. Buffon intanto esce a valanga su Eriksson e devia in angolo il tocco dello svedese, liberato in are da Rosenberg.

La difesa svedese chiude tutte le iniziative dell’Apache e anche   Llorente viene limitato. Lo spagnolo è costretto il più delle volte a giocare spalle alla porta e a fare da sponda per i compagni e, quando arrivano dei cross interessanti, c’è sempre qualcuno pronto ad anticiparlo.

L’azione buona sembra arrivare al 44′ e nasce ancora da un duetto tra Tevez e Lichtsteiner. Lo svizzero viene liberato il area e si trova a tu per tu con Olsen, ma invece di calciare in porta cerca il suggerimento per Asamoah sul secondo palo, sbagliando la misura del passaggio.

La stessa situazione si presenta in avvio di ripresa: questa volta è Pogba a liberare l’esterno e sul tocco verso il centro area la difesa riesce a liberare.
Nonostante gli svedesi abbiano già 23 partite di campionato alle spalle e siano più avanti come condizione, la Juve domina: Asamoah riceve al limite e con un geniale colpo di tacco permette a Tevez di inserirsi a centro area e di fulminare Olsen.

L’Apache non segnava in Champions League dal 7 aprile 2009, ma per una perla del genere valeva la pena aspettare tanto.

La squadra di Allegri dopo il vantaggio alza addirittura il ritmo nel tentativo di chiudere la gara e se non ci riesce poco dopo la mezz’ora è perché Llorente e Pogba non arrivano sul rasoterra di Evra per una frazione di secondo, o perché Olsen compie un doppio miracolo sullo spagnolo, deviando prima il colpo di testa da un metro, poi quello di tacco, indirizzato nell’angolino.

Nel finale di gara c’è ancora tempo per vedere Morata, appena entrato, prendere palla a metà campo partire in velocità e costringere Helander ad atterrarlo al limite dell’area.
Tevez piazza una punizione deliziosa nell’angolino alla destra di Olsen.

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