Lampo gamma.

By on 23 Novembre 2013

Una stella finisce il suo ciclo evolutivo, collassa e nella immane esplosione che ne segue rilascia una smisurata quantità di energia. Simili eventi sono assai frequenti nell’universo, ma è raro trovarne che siano allo stesso tempo così vicini, intensi e di lunga durata come il lampo di raggi gamma (GRB) avvenuto lo scorso 27 aprile e registrato da Fermi, Swift , NuSTAR e Agile con il supporto di numerosi osservatori a Terra.

GRB 130427A – questa la sigla dell’evento – è stato individuato per primo dallo strumento GBM (Gamma-ray Burst Monitor) a bordo dell’osservatorio orbitante Fermi della NASA. Contemporaneamente il Large Area Telescope (LAT) sempre a bordo della missione Fermi rivelava un intensissimo flusso di fotoni gamma di alta energia, registrando anche il fotone di maggior energia mai associato ad un lampo gamma: ben 94 GeV (gigaelettronvolt, miliardi di elettronvolt), ovvero circa quaranta miliardi di volte maggiore dell’energia trasportata dai fotoni della radiazione luminosa.

Oltre a essere molto intenso, GRB130427A ha anche avuto un’emissione di fotoni gamma molto prolungata, come testimoniano le registrazioni del telescopio LAT che ha osservato il GRB per circa 20 ore e ha rilevato negli istanti iniziali un picco di radiazione nei raggi gamma nello stesso momento in cui alcuni telescopi a Terra, tra cui quelli del progetto RAPTOR (Rapid Telescopes for Optical Response) registravano un lampo di luce visibile.

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