“L’amicizia” di Mario Brozzi

By on 8 Maggio 2014
Buongiorno deliziosi lettori di questo fantastico giornale, devo “intrufolarmi” nella rubrica del mio amico di sempre, il caro Dott. Mario Brozzi e farvi leggere qualcosa che ho ritrovato nei suoi “archivi personali”.
Quello che andrete a leggere è uno scritto toccante sull’amicizia e voglio proporvelo al posto del sonetto che siamo abituati a pubblicare da quasi un anno su www.informazionequotidiana.it
Per l’esattezza festeggeremo l’anno il mese venturo, ma la cosa più importante è che siamo cresciuti in maniera esponenziale e voglio approfittare per ringraziare Pietro Bardoscia, il nostro direttore che ci ospita e MI sopporta, avete letto bene amici cari, sopporta SOLO me, da bravo maschilista, fa differenza tra me che sono una donna e il grande Dott. Brozzi che è un uomo come lui……..
Nonostante ciò, mi sento onorata di avere entrambi come compagni di viaggio per fare la nostra rubrica, ma realmente è un altro il motivo per il quale mi sono appropriata della pagina deliziosi lettori, ieri Gianluca, l’adorato nipote del nostro maestro ha festeggiato il suo sedicesimo genetliaco e desidero dedicare a lui lo scritto dello zio.
Gianluca è il figlio della sorella del Dott. Brozzi, venuta a mancare prematuramente e che egli ha conosciuto pochissimo, avendo allora pochi mesi, quello che andrete a leggere è un monito per lui e i giovani della sua età a credere nell’amicizia, sapendo ben valutarla, rispettando i propri amici, facendo attenzione alla pochezza di alcuni
e restando se stessi per evitare di divenire delle autentiche copie sbiadite in un mondo senza valori.
“L’amicizia” di Mario Brozzi

Era un giorno che non ricordo, in un luogo che non conosco, ed ero solo, quasi vinto, piegato sotto il peso della vita, e voltandomi non vidi nessuno lì con me, quando improvvisamente dentro di me ….Te, l’Amico.
E da quel momento capii che non ero né sarei stato più solo, non sarei stato mai più piegato dalla vita bensì l’avrei indirizzata sui miei tanto sognati …sentieri, e da quel momento non ho più avuto necessità di voltarmi con gli occhi umidi e smarriti a ricercare chi o cosa perché la sua mano …..quella dell’Amico, teneva saldamente la mia.
C’è chi afferma che si rimpiange ciò che si è perso.

L’amicizia è non dover mai e dico mai provare rimpianto per ciò che non si è detto o non si è fatto per l’Amico, ma soprattutto per non aver fatto in tempo a dire lui: “grazie di avermi insegnato a volerti bene”.
Oggi so, ed è grazie a ciò che sono ricco, di quella ricchezza che niente e nessuno potrà mai cancellare.
Dedicata a tutti i fortunati possessori di Amico.
Laura Cugini

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