La nuova legge elettorale: analisi e prospettive per le istituzioni e la società italiana

By on 17 Gennaio 2018

Il Cdc ( Coordinamento Democrazia Costituzionale)  dell’Università della Calabria ( Unical) ha organizzato un incontro sulla tematica della nuova legge elettorale “Rosatellum bis”,  tenutosi presso la Sala del Consiglio degli studenti dell’Università della Calabria, nel pomeriggio del 16 Gennaio 2018.

Il seminario ha visto protagonisti  Silvio Gambino-professore e presidente del Cdc Cosenza, Walter Nocito-docente di Istituzioni di Diritto Pubblico, Dispes Unical, Gian Pietro Calabrò-docente di Teoria generale del Diritto e dello Stato, Discag Unical, Mirko Riccelli-referente del Cdc Unical ed organizzatore dell’iniziativa,  Gaetano Calagna-rappresentante degli studenti, che ha portato i saluti a nome del Consiglio degli Studenti, mentre la moderatrice è stata Arianna Jennifer Turco- studentessa di Giurisprudenza.

Ci sono in corso  ricorsi depositati nei tribunali civili in merito alla legge elettorale, in particolare a Firenze, L’Aquila e Roma ( il Rosatellum bis  non convince una gran parte di elettori, costituzionalisti e anche deputati di alcune aree politiche).

“E’una scelta di campo  quella di difendere la costituzione del 1948, legge fondamentale dello Stato con ben  70 anni di vita” è la sintesi dell’intervento di Silvio Gambino, il quale  richiama all’attenzione dei partecipanti alcuni articoli della costituzione, tra cui l’art.49 che contempla il diritto di associarsi nei partiti per concorrere alla determinazione della politica nazionale,punto fermo e forte della vita costituzionale, l’art. 3 che sancisce il principio di uguaglianza, alla luce delle oscurità della legge in esame.

Secondo Walter Nocito e  Silvio Gambino sarebbe illegittima tale legge elettorale perché lede il diritto di voto ( articolo 48), e anche il principio di uguaglianza (articolo 3), oltre a non restituire dignità agli elettori, che si ritroveranno un candidato sconfitto nel collegio uninominale salire alla ribalta grazie al paracadute del proporzionale,  un voto non democraticamente corretto secondo il Comitato della democrazia costituzionale.

Mirko Riccelli traccia  le linee guida del Rosatellum, partendo dalla base e dalle modalità di voto, difatti il Rosatellum bis è un sistema misto maggioritario e proporzionale, che prevede 232 seggi uninominali per la Camera e 116 per il Senato,e ad ognuno di essi  si assegnerà un vincitore. A questi vanno aggiunti i collegi proporzionali che eleggeranno i restanti parlamentari, inoltre prevede un candidato di coalizione ed un listino bloccato, nessun voto disgiunto e la presenza delle quota rosa, ma nei collegi uninominali ambedue i generi non potranno essere rappresentati in dimensioni che superino il 60 % ( inoltre la soglia di sbarramento è del 3% per le singole liste e 10% per le coalizioni).

Anche Gian Pietro Calabrò denuncia lo status quo, interpretando il malfunzionamento della Costituzione in termini di deriva sociale, di una politica del malaffare che tende sempre a danneggiare gli elettori,  definiti successivamente da Gambino “militi ignoti”.

Risvegliare le coscienze degli elettori è un dovere dei Comitati di  rappresentanza ed in difesa della Costituzione, nella stessa misura in cui si riesca a dare una svolta alle elezioni del 4 Marzo: sarà un caso o sarà vero che le truffe o i  trucchi siano dietro l’angolo,ma il compito dei costituzionalisti rimane sempre quello di dare un imprinting ed una impronta non autoritaria e populista alla materia costituzionalista.

A seguire il dibattito ha prodotto ottimi risultati sottoforma di spunti di riflessioni, domande, paure e titubanze rispetto ai giochi dei partiti, ai tecnicismi della legge elettorale, tornando ad interrogarsi sul futuro della carta costituzionale, che non dovrebbe basarsi sui principi autoreferenziali e personalistici.

 

A cura di Matteo Spagnuolo

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