La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto la cedolare secca negozi

By on 12 Gennaio 2019

La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto la cedolare secca negozi per il nuovo anno con un’aliquota fissa pari al 21%. Tramite questa nuova regola anche per i negozi si avrà una tassazione per i redditi di locazione come per quello che riguarda gli affitti ad uso abitativo anche se ci sono delle differenze che non sono ancora state dei tutto chiarite e vagliate dal Parlamento.

Cos’è la cedolare secca per negozi
La cedolare secca per negozi è un’imposta piatta, ossia una flat tax, che viene applicata anche per gli affitti dei negozi. Questo regime di tassazione sostitutivo di Irpef e addizionali è già applicato nelle locazioni di tipo abitativo e prevede l’applicazione di un’aliquota pari al 21% o al 10% a seconda dei casi.
Grazie a questa normativa i proprietari di immobili locati per fini commerciali, siano essi uffici, capannoni e per l’appunti anche negozi, potranno decidere come tassare il proprio reddito prendendo due strade diverse. In un caso sarà possibile tassare il reddito prodotto a seguito della locazione mediante le aliquote ordinarie e scaglioni Irpef, dall’altro lato, invece, utilizzare la cedolare secca per negozi al 21%.

Caratteristiche della cedolare secca per negozi
Nel momento in cui il proprietario di un locale commerciale stipula un contratto a cedolare secca, deve sapere che i redditi provenienti dall’affitto del negozio non concorrono alla formazione dell’importo per il calcolo dell’Irpef ma vengono tassati mediante un’aliquota di vantaggio a parte.
Questo permette di risparmiare sulla tassazione Irpef e godere di ulteriori risparmi. La cedolare secca per negozi, infatti, rappresenta una tassazione sostitutiva e come tale non prevede il pagamento dell’imposta di registro e bollo e delle tasse legate alle risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione.
L’eventuale cessione del contratto di affitto invece, prevede il tradizionale pagamento dell’imposta di registro come nel caso dell’applicazione del regime ordinario.
Questo meccanismo di tassazione può essere scelto da qualsiasi persona fisica titolare del diritto di proprietà o usufrutto dell’immobile soggetto a locazione.
Con la Legge di Bilancio 2019, inoltre, viene introdotta la possibilità di utilizzare la cedolare secca per negozi anche per immobili di natura commerciale.

Cedolare secca per negozi: le differenze con gli affitti a fine abitativo
Mentre gli affitti a fini abitativi possono prevedere una cedolare secca pari al 10% o al 21% a seconda di determinati requisiti, per i redditi derivanti da locazione di negozi non vige la stessa regola.
Secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio infatti la cedolare secca per negozi ha sempre un’aliquota pari al 21% a patto che l’affitto stesso rispetti determinati requisiti.
In particolare questo regime di tassazione può essere applicato quando il locale commerciale non supera i seicento metri quadri dei quali vengono escluse le pertinenze. Gli immobili in oggetto sono quelli che appartengono alla categoria catastale C/1.
Per poter applicare la cedolare secca 2019 occorre inoltre che tra le parti oggetto della trattativa non sia già in corso un contratto per lo stesso immobile che risulta non scaduto poiché è stato interrotto in precedenza senza aver avuto rispetto delle scadenze precedenti. Questo vincolo riguarda tutti i contratti stipulati nel 2019 e fino al 15 ottobre.

Aspetti positivi e negativi della cedolare secca per negozi
Secondo lo Stato e la Confedilizia l’applicazione della cedolare secca per negozi ha una serie di aspetti positivi. In primo luogo i soggetti titolari di locale commerciale avranno dei benefici fiscali e riusciranno a risparmiare sul pagamento delle tasse.
In secondo luogo potranno essere controllate le tassazioni al meglio e limitato il fenomeno degli affitti in nero e la conseguente evasione fiscale.
La Confedilizia ha infatti evidenziato che il pagamento dell’aliquota fissa porterà dei benefici anche alle casse dello Stato poiché le tasse verranno pagate in base a quanto stabilito dalla normativa.
Gli aspetti negativi sono ancora da verificare in quanto non è ancora chiaro, dalla Legge di Bilancio, se gli affitti per negozi seguano lo stesso esempio delle locazioni a fini abitativi. Per quest’ultimi, infatti, esiste lo svantaggio che la cedolare secca per locali a uso abitativo presenta un canone fisso che non può essere rivalutato a fini ISTAT.
Tra le altre cose non è ancora stato stabilito se dovrà essere applicato il pagamento di acconti nel momento in cui viene fatta la scelta dell’utilizzo della cedolare secca per negozi come di fatto avviene per quello che riguarda le locazioni ad uso abitativo.

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