La grande bellezza. Il grande talento di Sorrentino e Servillo

By on 3 Giugno 2013

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IQ. 03/06/2013 – “La grande bellezza”, dal 21 maggio al cinema, è l’ultima bella fatica di Paolo Sorrentino. Sorrentino è un regista davvero bravo, così come è enorme il talento di Toni Servillo. E la loro accoppiata incanta sempre. Dopo “L’apparato umano”, l’unico romanzo che ha pubblicato da giovane e che gli ha regalato la notorietà, Jep Gambardella (Toni Servillo) non ha scritto più nulla. È diventato però un giornalista e frequenta spesso l’alta società romana.

La sua vita è un susseguirsi di incontri, appuntamenti e celebrazioni eccentriche che lo rendono testimone della crisi della società. Il clima che si respira nella capitale non è infatti più quello di un tempo: potenti, presenzialisti, contesse e immobiliaristi hanno preso il sopravvento, dando il via a un lento ma continuo processo di degrado che trasforma gli uomini in mostri. Durante una calda estate a Jep, ormai cinico e insofferente sessantacinquenne, non resta che pescare nei ricordi e, deluso dal presente, rivivere la sua appassionata e perduta giovinezza, contraddistinta dal ricordo di un innocente amore. Forse per lui è arrivato il momento di cominciare a scrivere qualcosa di nuovo. Sorrentino si muove con maestria tra il reale e il grottesco. Mostra ma non annoia facendo emergere  vizi e qualità dei personaggi e del contesto nel quale sono inseriti. I film di Sorrentino fanno sorridere di una triste e amara ironia. Unisce cose e persone, aneddoti e maschere, per regalarci una rappresentazione del nulla, di Roma, della superficialità e, al contempo, della profondità. Capace di cattiveria e sarcasmo, di poesia e sensibilità, l’occhio di Sorrentino coglie e narra gli aspetti dei personaggi che restituiscono un senso allo spettatore. E’ in grado di creare una tensione drammatica infallibile e l’attenzione di chi guarda non viene mai meno. Nel cast anche Carlo Verdone e Sabrina Ferilli ma Servillo si conferma nuovamente come uno dei migliori attori italiani in circolazione. La sua interpretazione di Jep, uomo vittima delle debolezze del mondo che lo circonda e, anche se apparentemente cinico e cattivo, uomo sofferente. La sua recitazione differente gli dà un valore aggiunto e lo rende amabile anche laddove non lo è. Film bello, vero, appassionante e denso di talento. Il cinema italiano che piace e regala spessore e senso a quello che racconta.

 

 

 

 

 

 

 

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