La galassia a spirale Messier 77

By on 1 Aprile 2013

HubbleIQ. 01/04/2013 – Messier 77 è una galassia nella costellazione della Balena, circa 45 milioni di anni luce di distanza da noi. Conosciuta anche come NGC 1068, è una delle galassie più famosi e ben studiate. Si tratta di una vera e propria star tra le galassie, cui sono stati dedicati più articoli scientifici che non a molte altre galassie messe assieme.

Nonostante la sua fama attuale e il suggestivo aspetto vorticoso, la galassia è stata vittima di scambio di identità un paio di volte. Prima quando è stata inizialmente scoperta nel 1780, quando la distinzione tra nubi di gas e galassie non era nota, cosa che portò Pierre Méchain a etichettarla come una nebulosa. E poi ancora quando è stata elencata nel catalogo Messier come un ammasso stellare.

Ora, però, si è saldamente classificata come una galassia a spirale barrata, con le braccia avvolte attorno a un rigonfiamento centrale relativamente piccolo. E’ l’esempio più vicino e più brillante di una particolare classe di galassie note come galassie di Seyfert , piene di caldo gas altamente ionizzato che brilla e che emette radiazioni intense.

Questo tipo di forte radiazione proviene dal cuore di Messier 77. E’ causata da un buco nero molto attivo di circa 15 milioni di volte la massa del nostro sole. Il materiale viene trascinato verso questo buco nero formando cerchi incandescenti attorno ad esso. Questa regione, anche se relativamente piccola, può essere decine di migliaia di volte più brillante di una tipica galassia.

Anche i bracci a spirale di Messier 77 sono regioni molto luminose. Disseminati lungo ciascun braccio ci sono “ciuffi” rossi – un segnale della formazione di nuove stelle. Queste piccole stelle brillano con forza, a causa dei gas ionizzati presenti nelle vicinanze che si illuminano di un colore rosso intenso. Le strisce di polvere che si estendono attraverso questa immagine appaiono di color ruggine, marrone-rosso a causa di un fenomeno noto come arrossamento, per cui la polvere assorbe la luce blu più di quella rossa.

(Fonte Media Inaf )

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