La congiura dei quarantenni.

By on 3 Ottobre 2013

letta-alfano1di Cristiano Ottaviani (*)

IQ. 03/10/2013 – Silvio Berlusconi è stato sconfitto dall’asse Letta-Alfano.

Il “berlusconismo” personalistico e populista, caro alla Santanchè, Sallusti e Capezzone, sembra essere entrato in una crisi apparentemente irreversibile a discapito dell’anima moderata e popolare del partito più volte teorizzata da Quagliarello e dai tanti esponenti forzisti di cultura cattolica.

La rottura è anche generazionale e segna anche la vittoria di due quarantenni, Alfano e Letta, sulla vecchia e fallimentare classe di potere di cui Berlusconi è il più rappresentativo baluardo.

Il giovane premier è una persona molto preparata e ha tutte le doti di circospezione, tempismo, diplomatiche manovriere dei democristiani senza essere provinciale. Il suo atteggiamento di fronte a questa crisi è stato “ politicamente corretto” ma fermo e impeccabile.

Berlusconi dando all’ultimo il voto di fiducia al governo, dopo aver assistito alla travagliata lacerazione del partito, non ha impedito la formazione de facto di una nuova maggioranza.

Il gruppo di “dissidenti pidiellini”, probabilmente frustrati dai meccanismi di corte vissuti intorno al trono del capo, sta accentuando la propria fisionomia e non sembra minimamente conciliante verso i berluscones se non su posizioni di riconosciuta supremazia. La tattica degli “ alfaniani” è abile: mostrarsi “diversamente berlusconiani” e da moderati mediare tra l’ interesse di Stato e la difesa del loro leader storico da cui però si stanno sempre più emancipando.

Il governo da ieri è più forte perché dispone di una maggioranza realmente politica e non di un paludoso e paralizzante compromesso che ne ledeva la leadership a scapito delle beghe interne e a vantaggio della passiva ricezione delle direttive esterne.

Ci sono le premesse per un inversione di rotta rispetto alla politica di tassazione che ha avuto nell’aumento dell’IVA, si spera, la sua ultima vittoria. Pdl e Pd fino ora, al di là della strillata discussione sull’IMU, gestita con criteri demagogici e di guerriglia interna, non sono stati in grado di proporre una progetto al Paese

All’interno di questi equilibri Saccomanni , uomo molto serio, ha il ruolo di custode dell’ordine finanziario, che è anche fondamentale interesse nazionale

La politica del nostro ministro dell’economia non può prevedere strategie diverse da quelle dell’austerity poiché per attuarle sarebbe necessario una pressione a cui dovrebbero essere preposti, se autorevole, funzionanti e non distratti da altro , i partiti di maggioranza

Letta sembra ora però sembra avere le idee chiare quando parla di patto programmatico. Il premier nel suo intervento ha parlato di riduzione del cuneo fiscale e di provvedimenti tesi a detassare il lavoro e la produzione, si tratta di scelte importanti che se fossero state intraprese decenni fa, quando ancora l’Italia viveva nel benessere, avrebbero accentuato la nostra fisionomia industriale a discapito dell’economia meramente speculativa, ma che oggi potrebbero comunque contribuire ad intercettare la forse ripresa internazionale. La nuova maggioranza sembra inoltre disposta ad una maggiore razionalizzazione della spesa pubblica e a riforme istituzionali sensate di tipo europeo.

Il premier e Alfano sono convinti che questo programma potrebbe realizzarsi entro il 2015, dopo cioè la presidenza italiana dell’Unione Europea del 2014 e l’Expo di Milano che, questo è l’auspicio, dovrebbe simboleggiare la nostra rinascita non solo economica. Il disegno è ambizioso e avrebbe importanti conseguenze sulla politica partitica.

La convergenza tra Letta e Alfano potrebbe creare, non solo potenzialmente, un grande Partito Popolare Italiano, probabilmente maggioritario nel paese a discapito del berlusconismo e del PD che si disgregherebbe tra moderati e sinistra.

Renzi, anche se dovesse vincere le primarie di dicembre, difficilmente potrebbe chiedere l’elezioni anticipate e correrebbe il serissimo rischio di veder logorata la sua leadership che è anche un progetto per dare un’ entità culturale originale al nostro centro sinistra

Berlusconi fuori dai giochi sarebbe trattato come incognita da “normalizzare”. La “pacificazione nazionale “ difficilmente potrebbe prendere piede tuttavia prima di un’altra drammatica sconfitta come l’incombente decadenza. Se il leader del Pdl dovesse salvarsi attraverso gli “ obiettori di coscienza” del PD, accecati dal desiderio di congelare la situazione politica e dal voler non rafforzare Alfano, la crisi del centro sinistra sarebbe paradossalmente più veloce.

L’incognita principale che incombe sul disegno Letta-Alfano è l’ economica.

Nell’arte di far risultare preciso e brillante ciò che è “sgangherato” e improvvisato il giovane premier si distingue dai suoi predecessori per classe e flemma professorale. Il presidente del consiglio infatti è apparso rassicurante quando ha sciorinato numeri in base ai quali sotto il suo governo la pressione fiscale è diminuita e la ripresa è alle porte. I fatti in realtà sono ben più drammatici. Si spera che la nuova maggioranza possa invertire la politica di austerity attraverso l’elaborazione di una strategia economica, ma restano molte criticità.

E’ vero che le agenzie di rating, che andrebbero proibite per legge e denunciate alla magistratura per le valutazioni fallaci che hanno rilasciato, possono declassare il valore dei titoli del nostro debito pubblico per l’instabilità governativa, problema che ora sembra risolto, ma lo è ancora di più il rischio di essere retrocessi, e quindi dover pagare più interessi ai nostri creditori , a causa dei nostri parametri economici.

L’eccesso di tassazione ha fatto arretrare la crescita del Pil contro ogni previsione. Questo dato rischia di rimanere costante, se non di peggiorare anche per l’anno prossimo, se la pressione fiscale resta così alta o/e non si fanno investimenti per rilanciare l’economia attraverso la spesa pubblica.

Enrico Letta ha parlato di Stati Uniti d’Europa, un’idea astratta che piace quasi a tutti in Italia , ma poco fattibile perché non trova consensi altrove.

Al di là della sviolinata europeista, tanto cara alla nostra classe dirigente anche quarantenne, a cui il premier sembra pericolosamente credere più del dovuto, il nostro governo nel 2014 avrà la possibilità con i conti in ordine di esercitare un certo peso sugli equilibri europei.

La partita reale potrebbe consistere nel chiedere, insieme ai PIGS e forse alla Francia, la riforma della BCE e gli eurobond per indurre a concessioni la Germania.Basterà? Improbabile, non impossibile, ma sicuramente con risultati tenui e labili.

Per tornare a funzionare l’Italia ha bisogno di un effettivo ritorno di sovranità economica non necessariamente monetaria, altrimenti il suo destino non potrà che essere periferico a lungo termine e a breve medio caotico e destabilizzante.I quarantenni oggi al potere sono avvertiti; i trentenni incombono.

(*) Vicecaporedattore Informazione Quotidiana- Giornalista Pubblicista

Blog di Cristiano Ottaviani    http://cristianottaviani.tumblr.com/post/62979590613/la-congiura-dei-quarantenni

About Redazione

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.