IQ e Altra Voce News intervistano Guerrisi: Segretario Provinciale Consap Roma

By on 1 Settembre 2013

di Pietro Bardoscia e Riccardo Dionisi

IQ. 01/09/2013 – Sicurezza e lavoro. Informazione Quotidiana ed Altra Voce News ne parlano con Gianluca Guerrisi, Segretario Provinciale Generale Aggiunto della CONSAP a Roma

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Segretario cosa succede sul fronte sindacale nel pianeta Polizia di Stato?

E’ un periodo molto difficile, difficilissimo direi per tutti i lavoratori. Mai come adesso è subentrata preoccupazione e timore per il prossimo futuro. La contingenza sta lasciando il posto alla costante e la perdita di serenità personale e professionale scuote l’animo di ogni essere umano e di tutto l’entourage familiare.

Per l’operatore di Polizia, mai come adesso, ci si trova a dover combattere tanti problemi legati all’aspetto economico e sono molteplici i ricorsi agli istituti di credito per dover affrontare e risolvere gli ostacoli e le necessità della vita. Ricorso all’istituto di credito che assomma poi bisogno su bisogno, il denaro ricevuto va restituito e lo stipendio perde consistenza passo dopo passo.

Quanto guadagna un poliziotto?

E’ una bella domanda! Dipende da diverse variabili, come l’anzianità di servizio, la qualifica e il ruolo rivestito. Per capirci, un Agente (qualifica iniziale) si attesta intorno ai 1300/400 euro al mese, poi con il tempo e con il maturare degli anni di servizio sale a 1500/1600 euro circa, con moglie e figli a carico, per innalzarsi, ma non di molto, con il crescere di ruolo. E’ uno stipendio che, tra l’altro, non livella con le altre Polizie in Europa, configurando lo stipendio più basso rispetto ai colleghi di oltre confine. A tutto questo dobbiamo aggiungere che sono più di 5 anni che non si provvede a rinnovare e quindi aggiornare il contratto parte economica, abbiamo lo stipendio ingessato, per capirci, a differenza del caro vita che sale giorno dopo giorno.

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Cosa intende fare la CONSAP per fronteggiare questo stato di cose?

Come sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato, abbiamo attivato a tutti i livelli, attraverso i nostri rappresentanti nazionali, ogni forma di sensibilizzazione e predisposto un piano costruttivo e documentato d’informazione per denunciare le difficoltà della categoria, fino ad arrivare ad annunciare una prossima manifestazione nazionale qualora permanga questo stato di apatia.

Il Governo e la politica in genere sono davvero impassibili a tutto ciò?

Noi sindacalisti, spesso diciamo una rituale battuta che però identifica bene quanto domandato da Lei: siamo orfani della maggioranza e figli dell’opposizione, una battuta per comprendere quanto ogni politica vincente, spesso non mantiene le promesse fatte in campagna elettorale. Per un sindacalista, che ha il compito di portare a casa un risultato che faccia rispettare la dignità professionale per vivere, non è facile incassare il colpo e attendere la prossima volta, sempre che ci sia…

Macchine, mezzi, uomini, Polizia? Le dicono qualcosa?

Queste tre parole sono il vero dilemma del nostro lavoro. Senza soldi, ovvero con poche risorse economiche destinate alla sicurezza, colpita da tagli su tagli, diventa impossibile sperare in meglio.

Macchine per il servizio? Parliamo di auto con oltre 200mila km, insufficienti , vecchie e poco sicure anche per chi le guida. Mezzi e uomini? Rispondo in poche battute: pochi mezzi e spesso personali per far funzionare la macchina sicurezza e uomini troppo pochi e anziani. La Polizia è vecchia, andiamo di questo passo tra i nonni a corrrere dietro al malvivente. Occorre investire e subito per la sicurezza. Oggi l’apparato sicurezza concreta si poggia, mi creda, solo grazie ai sacrifici dei colleghi.

A Roma quali sono le differenze con le altre città d’Italia?

Roma vive le stesse realtà e quindi i problemi di tutte le città della nostra penisola. Io dico sempre, a ragion veduta, che più la realtà è grande più ci sono problemi da risolvere. La capitale assorbe tante esigenze e per affrontarle in sicurezza ci vuole tutto il necessario e noi ne abbiamo davvero poco.

Sente vicini i cittadini al vostro lavoro?

Si, certo! Alcune volte ci sono messaggi distorti e strumentalizzati, ma nella maggior parte dei casi il cittadino interagisce con i tutori della legge e ne chiede il rispetto. Sostenere la sicurezza vuol dire essere più tranquilli, la base di ogni paese civile.

Più pene, più severità, più regole…Cosa ne pensa il sindacato in merito?

Non è il sindacato che pensa ma è, secondo la mia opinione, la logica di un comune cittadino. Le pene ci sono, andrebbero solo applicate al caso specifico. Le regole servono per rispettare la convivenza sociale, le pene per educare chi ha sbagliato. Come sindacato abbiamo promosso anni fa una campagna di sensibilizzazione con un convegno a Roma sulla certezza della pena. Affrontammo temi e dati, proposte e tanto di più, ad oggi poco si è fatto. Questo deve far riflettere…

Qualche settimana fa il Governo ha approvato dei provvedimenti in tema sicurezza. La parte economica sembra ancora bloccata?

Devo correggerla! Non sembra! E’ bloccata fino a tutto dicembre 2014! Ancora 1 anno e mezzo di blocco per sperare di rivedere il nostro stipendio riprendere il cammino. Non si può accettare, la categoria non sopporta più questo rinvio continuo. Abbiamo diritti acquisiti bloccati e sperequazioni economiche tra stessi poliziotti, chi percepisce assegni specifici di anzianità per averli maturati chi invece non li percepisce perché bloccati dalla crisi del nostro Paese. E sono soldi, pochi, ma sono soldi che alla lunga pesano nell’economia individuale e familiare.

Manifestazione quindi?

Saranno i nostri vertici sindacali a decidere il da farsi in materia. Molto dipenderà anche dall’esito di alcuni incontri prossimi tra sindacato e rappresentanti del Governo. Ma l’aria non è delle migliori. Come cittadino e appartenente alla sicurezza mi auguro che torni presto il sereno professionale, ne abbiamo bisogno sia come poliziotti che come cittadini.

 

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