Io Lionardo – Mostra all’Archivio di Stato di Milano – “Quel milanese di Leonardo”

By on 19 maggio 2015

Io Lionardo – Mostra all’Archivio di Stato di Milano – “Quel milanese di Leonardo” Assoedilizia ed Insteuropasia – Expo 2015

A s s o e d i l i z i a Property Owners’ Association Italy e Istituto Europa Asia IEA Insteuropasia
Europe Asia Institute
All’Archivio di Stato di Milano, inaugurata la mostra con al centro il contratto della Vergine delle Rocce

” QUEL MILANESE DI LEONARDO “

di Benito Sicchiero

Il mondo avrebbe avuto il Genio se Leonardo – anzi Lionardo, secondo l’unica firma a tutt’oggi conosciuta pervenuta sino a noi – non fosse approdato a Milano (su raccomandazione del padre notaio a Ludovico il Moro), una delle capitali d’Europa così come lo è oggi, non solo per via di Expo?

La domanda, intrigante, nasce dalla presentazione di Philippe Daverio della mostra “Io Lionardo da Vinci…” all’Archivio di Stato di Milano.

Secondo l’eclettico critico d’arte e docente fu proprio Milano che, in piena trasformazione si apriva al Rinascimento, a consentirgli di sperimentare tecniche nuove in ogni campo, pittura compresa.

Philippe Daverio con Achille Colombo Clerici

Philippe Daverio con Achille Colombo Clerici

Esempio il Cenacolo dove non c’è traccia di prospettiva, che Leonardo cominciò a rifiutare sin dal suo apprendistato nella bottega del Verrocchio.

Non sarebbe stato concesso alla sua mentalità aristotelica, soppiantata a Roma e a Firenze dal neoplatonismo, di esprimersi senza vincoli.
Nella città dell’innovazione – allora come oggi – l’artista, considerato altrove operoso artigiano agli ordini degli intellettuali (Firenze) e dei Papi (Roma), assunse il rango di uomo di cultura.

Nelle sale restaurate e affrescate della ex Sovrintendenza Archivistica per la Lombardia, strapiene di invitati, il direttore Daniela Ferrari ha spiegato l’iniziativa decisa in occasione di Expo, assieme al direttore vicario Alba Osimo che con il precedente direttore Paola Caroli (oggi in pensione) ne è stata l’anima. Tra i patrocinatori, Assoedilizia, l’associazione Amici di Milano, l’Istituto Europa-Asia, rappresentati dal presidente Achille Colombo Clerici, la Società Storica Lombarda, con Stefano Alberti de Mazzeri, Asages-Associazione Archivi Gentilizi e Storici, presieduta da Manfredi Landi di Chiavenna, Dimore Storiche Lombardia, con Camillo Paveri Fontana e un comitato di famiglie milanesi.

Daniela Ferrari con Colombo Clerici

Daniela Ferrari con Colombo Clerici

Gioiello della mostra il contratto per la realizzazione della celebre Vergine delle Rocce che Leonardo firmò il 25 aprile 1483 davanti al notaio Antonio de Capitani assieme ai committenti, i fratelli Evangelista e Giovanni Ambrogio De Predis.  «Io, Lionardo da Vinci, in qualità di testimone, come sopra sotto scrivo…» In questo eccezionale documento emerge l’unicità: la firma, appunto, la sola al mondo – a quanto risulta – in cui l’autore della Gioconda (conosciuta all’estero come Monna Lisa) indica se stesso.

dx Giuseppe Cavajoni Achille Colombo Clerici e Philippe Daverio

dx Giuseppe Cavajoni Achille Colombo Clerici e Philippe Daverio

Sul tema – ricorda Stefano Alberti De Mazzeri, va citato lo studio di Gerolamo Biscaro, socio della Società Storica Lombarda, pubblicato nel 1910 sull’archivio Storico Lombardo nel quale è citato il documento originale con la firma di Leonardo “Commissione della Vergine delle Roccie a Leonardo da Vinci”. E’ un altro esempio che conferma la costante attenzione nei confronti degli studi su Milano e la sua storia da parte della Società Storica Lombarda.

Antonio Pennino con Colombo Clerici

Antonio Pennino con Colombo Clerici

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