Intervista a Luigi Cecchi (Bigio) l’autore di Drizzit

By on 11 Marzo 2014

Riportiamo l’intervista realizzata da LuNaNeRa del sito dragonslayers.it , il portale Ludico Campano a Luigi Cecchi in arte Bigio, autore del famosissimo Drizzit e creatore di Giggi il Pollo, Vignetta Satirica realizzata in Esclusiva su Informazione Quotdiana.

di –   LuNaNeRa

http://www.dragonslayers.it/hobby-works/49-intervista-a-luigi-cecchi-l-autore-di-drizzit.html

Salve avventurieri! con immenso piacere posso finalmente mostrarvi l’intervista fatta indovinate un pò? All’ideatore della serie Drizzit! Esatto Luigi ci ha concesso un’intervista purtroppo vista la distanza e il poco tempo per organizzare la cosa non è stato possibile parlargli di persona dovrete accontentarvi di qualche botta e risposta ma iniziamo subito per chi non lo conoscesse con qualche domanda su di lui.

Ciao Luigi allora…

Se dovessi descriverti nella vita di tutti i giorni cosa potresti dirci di te? Che tipo sei? Come passi le tue giornate? E i tuoi week-end? E le vacanze invece???

R: Sono una persona orribile. Passo le giornate a scarabocchiare compulsivamente fogli virtuali e fogli reali, il tutto per permettermi la dose quotidiana di Grisbì (si può fare pubblicità occulta?). Solitamente la mia giornata tipo prevede la sveglia all’alba. All’alba di New York, cioè circa alle 10 locali. Dopo un’abbondante prima colazione, inizio a disegnare e in men che non si dica sono le quattro del pomeriggio. Dopo un’abbondante seconda colazione (che dà un senso al fatto che la prima si chiami prima) esco e trascorro il pomeriggio nei modi più svariati. Ad esempio giocando di ruolo presso la ludoteca che co-gestisco a Bracciano, la Gilda del Drago Nero. Oppure alla posta per spedire una raccomandata. Di solito ceno con gli amici, vedo un film e poi torno a lavorare fino a tarda notte.

La mia musa (una tua fan) e probabilmente le nostre lettrici ti chiedono: Sei impegnato? Fidanzato? Sposato?

Sto aspettando che Kate Backinsale risponda al mio messaggino in proposito.

Quali eventi e persone pensi abbiano influito nella tua vita per diventare il disegnatore che sei oggi?

Ho sempre scarabocchiato, fin da bambino, ma non avevo mai pensato di poter fare davvero l’autore di fumetti, un giorno. Era una possibilità, ma non l’avevo mai considerata seriamente. Poi ai tempi del liceo frequentai per un anno un corso di disegno presso un famoso disegnatore bonelliano, e dopo quell’esperienza decisi che non avrei mai fatto nulla del genere: il disegnatore di fumetti era un lavoro troppo noioso per me, poco creativo, non mi andava affatto di disegnare quello che uno sceneggiatore voleva veder disegnato, io volevo disegnare quello che mi pareva! Così lasciai perdere e finito il liceo mi iscrissi a Scienze Biologiche. Poi lavorai in un ufficio di rassegne stampa. Poi aprii un negozio di fumetti. Solo una volta che internet si diffuse compresi che poteva esserci una strada diversa, che potevo disegnare quello che mi pareva. E quindi iniziai a postare strisce fantasy-umoristiche su internet poteva essere il business del futuro, o perlomeno del mio futuro.

Chi o quali sono le tue fonti di ispirazione per le tue vignette e idee?

Eh ma bravo nerd ho mille fonti da cui trarre ispirazione! Leggo libri, fumetti, guardo film, serie televisive, e soprattutto vivo una vita come tutti. Elencare tutte le mie fonti sarebbe un’impresa impossibile e anche in po’ inutile, se un autore è in grado di elencare le proprie ispirazioni probabilmente non è un buon autore, perché vuol dire che non ha un bagaglio culturale abbastanza ampio e quindi degli orizzonti un po’ limitati.

Quali sono i tuoi giochi, anime, manga preferiti?

Non si può fare un elenco, l’ho appena detto. Potrei più facilmente farti l’elenco delle cose che detesto, che sono molte di meno… però non lo farò perché se poi ci leggono i fan delle cose che detesto, mi vengono a cercare a casa e mi danno fuoco allo zerbino.

Quanto pensi sia importante “il mondo ludico” al giorno d’oggi?

Importante non è tanto il “mondo ludico” quanto il suo prodotto primario: l’immaginazione. Se la gente avesse un po’ più di fantasia magari si immaginerebbe le conseguenze delle cazzate che fa, ed eviterebbe di farle.

Quali sono le soddisfazioni più grandi che hai ottenuto nella tua carriera fumettistica? Le delusioni invece?

Vivo di piccole soddisfazioni giornaliere, perché le mie aspettative a riguardo sono state tutte di gran lunga superate. Non mi aspettavo di certo vedere pubblicati addirittura cinque miei albi di fumetti, quando ho cominciato!

 

Quando e come è nata l’idea di Drizzit?

Mi sembrava doveroso prendere in giro il personaggio-icona del fantasy “Drizzt Do’Urden” e ho sempre adorato le strisce a fumetto come mezzo espressivo. Poi è capitato che durante un grigio inverno in cui mi annoiavo parecchio io abbia comprato una tavoletta grafica… tutto qui.

Bigio2

Secondo te quali sono i punti di forza di delle strisce di Drizzit che lo rendono unico rispetto agli altri?

E’ un fumetto umoristico, immediato, che viene pubblicato giornalmente, ha una trama nonostante sia leggera e si tratti di una striscia a fumetti, è fantasy e il fantasy è fico. E poi ci sono le tette. L’ho già detto?

Quando ti sei accorto che i tuoi fan ammiravano così tanto Drizzit dal volerlo comprare? Raccontaci la tua prima vendita dai! Eri emozionato?

Non ricordo la mia prima “vendita” anche perché io non vendo i fumetti, io li realizzo. Li vendono le librerie, le fumetterie, la mia casa editrice… e quando io vago per le fiere vendendo i fumetti in realtà lo sto facendo per quest’ultima, sono albi che loro mi inviano e che io vendo per loro. Poi ovviamente percepisco una percentuale. E’ importante puntualizzare questa cosa perché molti lettori probabilmente immaginano che io dorma su pile di miei albi, o che abbia un magazzino pieno di copie di Drizzit al posto della soffitta, ma non è così. Autore e rivenditore sono due cose distinte. Ma per tornare alla tua domanda, il fatto che i lettori di Drizzit lo comprino e collezionino gli albi è un fenomeno di cui mi sorprendo tutt’ora (positivamente, è ovvio!). Come ben saprà chiunque legge questa intervista, Drizzit è un fumetto che viene pubblicato giornalmente online, in maniera completa e gratuita. Chiunque può leggerlo tutto, dall’inizio all’ultima striscia pubblicata, sia sulla pagina di Facebook che sul blog di Shockdom. Eppure il cartaceo vende abbastanza da farmi sperare di considerare questa mia passione il mio attuale e futuro lavoro.

Potendo tornare indietro cosa cambieresti alle strisce di Drizzit?

Quando ho iniziato, volevo prendere in giro il protagonista dei romanzi di R.A. Salvatore, ma quasi immediatamente mi sono reso conto di non voler scrivere una pallida “parodia” di quei libri. Quindi col senno di poi, tornando indietro avrei cambiato proprio il protagonista! Ma mi rendo anche conto che molti nuovi lettori si avvicinano al fumetto perché conoscono l’eroe originale e sono incuriositi da una strip che ha come protagonista una sua caricatura, quindi chissà… forse le cose non sarebbero andate così bene con un protagonista diverso.

Chi è il personaggio maschile più ammirato della serie e perché? quello femminile?

Credo che la coralità dei personaggi sia importante, soprattutto in una striscia a fumetti. I Peanuts non sarebbero i Peanuts se fossero solo Snoopy o Charlie Brown. Quindi posso dire che Dotto o Wally sembrano essere molto apprezzati tra i personaggi maschili, così come Baba Yaga e Katy lo sono tra quelli femminili, ma non credo che il tutto funzionerebbe senza Drizzit a fare da “collante” o senza comprimari interessanti come Dorna, Driass, Collinolio, Gregorius, Brandolino… a tal proposito mi ricordo che una volta lanciai una specie di sondaggio sul personaggio preferito, e vinse Glenda.

In alcune strisce grazie ai personaggi femminili di Drizzit, c’erano molti sostenitori del movimento “tette nei fumetti” sei sempre riuscito a mantenere un equilibrio che li accontenti senza mostrarle, tu cosa ne pensi a riguardo sei pro o contro? Vedremo più tette in futuro?

Quello a cui mi oppongo strenuamente è il concetto di “fanservice” e cioè di esibizione gratuita e immotivata del corpo femminile (o maschile, ma stavamo parlando di tette). Nei manga giapponesi esiste questa forma di “marchetta” nei confronti dei lettori che consiste nel piazzare la telecamera in modo da sbirciare l’intimo dei protagonisti, oppure nel programmare scene che sistematicamente denudano le protagoniste procaci. Nei miei fumetti non troverete mai nulla del genere, io ci tengo alla dignità dei miei protagonisti, e soprattutto delle mie protagoniste. Mentre due personaggi parlando, l’inquadratura non finirà mai per inquadrare le chiappe di una ragazza senza motivo. Durante un combattimento, lo spruzzo d’acido del mostro di turno non scioglierà proprio il reggiseno del personaggio col balconcino più pronunciato. O meglio: potrebbe accadere, ma solo se c’è veramente un motivo, cioè solo se fa parte di una gag o se ha un senso dal punto di vista della sceneggiatura. Non sarà mai gratuito, immotivato, quindi non sarò mai fanservice. Porto come esempio l’illustrazione di Baba Yaga che ho postato per San Valentino: c’è lei in babydoll immersa in una vasca di acqua calda con Brandolino che suona il violino alle sue spalle. Qualche imbecille ha scritto “fanservice” tra i commenti, ma il mio intento era preciso: volevo disegnare Baba che attende Drizzit per San Valentino, nel modo provocante e sensuale che sceglierebbe lei per far colpo sull’elfetto. Non ho bisogno di disegnare donne seminude per acquistare pubblico: il mio fumetto è gratuito e le “tette” sono solo una delle sue componenti, non l’esca per far abboccare nuovi lettori. Quindi non credo che ne vedrete di più… al limite le vedrete disegnate meglio!

Cosa vorresti aggiungere parlando delle strisce di Drizzit?

Nulla, mi piace parlare del mio fumetto, ma non mi piace parlarne senza motivo.

Semmai dovesse esserci il tuo alterego nella serie Drizzit come pensi sarebbe?

Sarebbe come il protagonista di The Author.

Seguendo le tue strisce ho notato che Drizzit compreso il tuo Gioco di Ruolo segue il mondo di Dungeons & Dragons il gioco di ruolo, come mai è simile solo su alcune regole ma si differisce in altre? Non sarebbe stato più facile seguire lo stesso regolamento o inventarne uno del tutto tuo?

Sì, hai ragione. Per anni ho sempre risposto, a chiunque mi abbia chiesto di scrivere il GdR di Drizzit, che non ce n’era bisogno perché il GdR di Drizzit c’era già ed era Dungeons & Dragons. Poi un weekend di autunno ho pensato che scrivere una versione più semplice, più ingenua e più spiritosa di D&D avrebbe potuto avvicinare al gioco di ruolo molti lettori di Drizzit che non avevano mai giocato prima. Perché ci sono molti lettori che non hanno mai giocato di ruolo (è una delle cose di cui vado molto orgoglioso). E così è nato il GdR di Drizzit, che è ancora in fase di playtesting.

Parlando invece di The Author ( la mia serie preferita <3 )

Anche qui diamo una breve spiegazione di quest’altra tua opera?

Un fumetto umoristico a episodi che vede come protagonista un autore e le sue muse.

Come ti è venuto in mente di fare un fumetto su te stesso?

Non è un fumetto su me stesso, bensì su un autore che mi somiglia molto e che ha molte cose in comune con me. Molti degli episodi di The Author sono basati sulle mie esperienze ma probabilmente nessuna delle cose che accadono nel fumetto sono capitate veramente a me stesso nella vita reale.

Anche qui quali sono i suoi punti di forza?

E’ un fumetto semplice ma molto ambizioso, in Drizzit non potevo inserire molte delle mie fonti di ispirazione, né sviscerare alcuni argomenti di cui mi sarebbe piaciuto parlare. In The Author sono più libero di raccontare come ciò che voglio, fare riferimenti alla vita reale, mescolare letteratura, scienza, filosofia, storia. Ed è molto divertente, per me che lo realizzo… spero anche per i lettori.

Quali invece le cose che cambieresti?

Niente, anche perché in The Author se volessi cambiare qualcosa, potrei farlo in qualsiasi momento.

Se il personaggio è il tuo alterego chi è Talia? musa di cui l’autore sembra essere innamorato? È una musa che esiste solo nelle strisce oppure anche nella realtà? Dicci la verità! 😀

Che domande. Talia è la musa della commedia, e io ne sono veramente innamorato.

Come mai hai seguito una “strada” diversa e non hai creato una pagina come per la serie Drizzit?

Perché si trattava di un progetto che teneva conto del fatto che sarebbe stato pubblicato una volta a settimana, e quindi quattro volte al mese. Ha senso che venga pubblicato all’interno di una “contenitore” più ampio, che alterna le mie storie a quelle di altri autori. Se così non fosse stato, credo che l’avrei pubblicato all’interno della pagina di Drizzit, non avrei comunque aperto una pagina a parte.

E’ un caso che l’autore sia circondato da belle, bellissime muse?

No che non è un caso, è mitologia. Le muse sono tutte donne e tutte bellissime, lo dicono Omero, Esiodo e Erodoto, e nei secoli l’iconografia di ragazze giovani e belle è stata sempre mantenuta. Chi sono io per andare contro la letteratura e la storia?

Cosa ci dici di Alonso?

E’ un vecchio orsacchiotto che apparteneva a mia sorella quando era piccolina. Adesso mi fa compagnia mentre disegno. Qualche volta mi accompagna anche alle fiere del fumetto, quindi molti lettori hanno anche avuto occasione di conoscerlo.

Chi è la musa preferita dai tuoi fan?

Non saprei, direi Melpomene.

Credo che i nostri lettori vogliano sapere… Come si fa ad avere una musa che accompagna le nostre giornate?

Tutti gli autori ne hanno almeno una.

Tornando a te, Bigio…

Curiosità che forse avrai già rivelato, ma da dove deriva Bigio?

Questa è una di quelle domande alle quali dare una risposta è noioso. E’ un po’ come chiedere a Zerocalcare perché si chiama Zerocalcare. Fidatevi, non serve a una minchia saperlo, e non è nemmeno divertente.

Ammiro il fatto che tu pubblichi le tue strisce in maniera del tutto gratuita, vorrei conoscere questa tua linea di pensiero e se continuerai a farlo anche con altre serie in futuro?

Certo che continuerò così. E’ importante il fatto che le mie strisce siano gratuite, sono sicuro che se avessi l’esigenza di “vendere” le mie strisce la mia opera ne soffrirebbe, finirei per non disegnare più quello che mi pare, e alla lunga la mia striscia a fumetti sarebbe costretta a piegarsi alle esigenze di “mercato”. E allora sì che finirei come quei poveri mangaka giapponesi costretti a piazzare culi ovunque per non essere licenziati, allora sì che sarebbe fanservice… e non una illustrazione,bensì l’intero fumetto! La mia libertà di disegnare quello che voglio non è negoziabile.

Al momento mi risulta che queste sono le tue due opere che pubblichi, ce ne sono altre che ci vuoi presentare o hai altre idee in cantiere che vedremo in seguito? Spoilerizzaci tutto! 😀

Realizzo anche vignette satiriche chiamate “Giggi il Pollo” per un giornale online, ma ultimamente ho poco tempo anche per quelle. Drizzit e The Author riempono le mie ore di lavoro, al momento.

Ho avuto la fortuna di conoscere la serie Drizzit fin dalle prime strisce, ho notato un notevole differenza nella qualità dei disegni dalla prima strisca ad oggi, ci spiegheresti come hai fatto a migliorare così tanto? Che pozione hai bevuto?

Nessuna pozione, è solo pratica. Il disegno è una forma di artigianato, lo dico sempre. Più si fa pratica, più si migliora, proprio come la falegnameria o calzoleria. Il genio sta nell’idea, nella creatività, nella fantasia, non nella mano: la bravura nel disegno si apprende, si affina.

Per chi non avesse avuto la mia stessa fortuna, dove può trovare la serie di Drizzit e di The Author ?

Drizzit si può leggere su Facebook oppure su Shockdom, The Author si può leggere sempre su Facebook e su Shockdom ma nella pagina del collettivo “Fumetti Crudi”.

Per chi invece vuole toccare con mano queste serie e quindi acquistarli?

Tutti gli albi possono essere ordinati in libreria o in fumetteria (se non ce li hanno già, siete autorizzati a rappresaglie), in alternativa possono essere ordinati online su Shockdom Store.

Per chi ancora volesse seguire nelle tue tappe dove può informarsi sugli eventi a cui partecipi?

La pagina di Facebook di Drizzit è la fonte migliore per essere sempre aggiornati sulle mie tappe e sulle fiere alle quali sarà presente Shockdom e quindi probabilmente anche io.

Infine, oggi consiglieresti ai nostri lettori ed aspirati fumettisti di inseguire una carriera nel mondo ludico? Che consiglio vuoi dargli?

Se avete voglia di fare, fate. Non state ad aspettare “l’occasione” che tanto probabilmente non arriverà mai. Realizzate qualcosa, promuovetela su internet, credeteci voi per primi. Se avete davvero talento, qualcuno se ne accorgerà. Altrimenti insistete, e il talento arriverà. Considerate che io ho pubblicato Drizzit per un anno e mezzo senza quasi che nessuno si accorgesse del mio fumetto, e solo dopo un anno e mezzo ho cominciato ad avere un minimo di lettori, sufficienti a farmi credere che non fossero tutti parenti e amici di mia nonna.

Ed adesso…  domandone  ovvero il Boss finale: disegneresti per l’occasione la copertina di quest’intervista in modo da metterla in cima appena la pubblicheremo? 😀

Certo.

Cari lettori, spero di non aver annoiato troppo ne a voi ne il nostro Bigio essendo la mia prima intervista! Spero di avervi strappato qualche sorriso mentre la leggevate il tutto, e spero di avere una copertina fatta da Bigio da inserire in cima a quest’articolo perché i miei disegni sono orrendi…    ^_^””

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