Intervista a Sandro Medici, presidente del VII (ex X°) municipio

By on 7 Maggio 2013

Medicidi Vladimiro Modolo

Intervista a Sandro Medici, attuale presidente del VII (ex X°) municipio e candidato alle prossime elezioni comunali con la sua lista “Repubblica romana”.

Cosa ti ha spinto a candidarti a sindaco di Roma?

Perché Roma si merita qualcosa di molto meglio dell’attuale amministratore ed io, pur rischiando di apparire presuntuoso, penso di essere un buon sindaco per questa città anche in virtù dei buoni risultati conseguiti nell’amministrazione del decimo municipio ed in virtù della quale mi piacerebbe prolungare tale esperienza attraverso un altro incarico amministrativo.

E poi c’è un’altra ragione questa più politica, esageratamente ambiziosa ma esiste comunque, e riguarda il fatto che Roma e la politica romana non esaurisce il bisogno che c’è di una larga fetta di popolazione di essere rappresentata in maniera diversa, più democratica più avanzata e più legata ai bisogni sociali.

Mi piacerebbe offrire a questa città una possibile risposta a quella serie innumerevole di emergenze urbane tra cui casa, l’ambiente, la partecipazione ed il diritto all’abitare, non adeguatamente affrontate dalla precedenti amministrazioni comunali.

Qual è la tua opinione rispetto alle ultime elezioni politiche? Cosa ne pensi dell’affermazione del movimento 5 stelle?

Il movimento 5 stelle ha risposto, anche se parzialmente ma abbondantemente, ad un’inquietudine sociale diffusa, declinata però forse in maniera un po’ troppo sbrigativa. Lì c’è sfiducia ed addirittura disgusto nei confronti della politica, è però un fenomeno serio e importante che come abbiamo visto ha anche una certa consistenza comunicativa.

Quanto tuttavia, il consenso del movimento 5 stelle possa diventare pratica politica e trasformazione concreta questo è tutto da verificare e dimostrare nel corso del tempo.

Avete avuto modo di dialogare col M5S ?

Nel nostro municipio da due anni, non dico per farlo pesare, offriamo i nostri locali perché si possa riunire il movimento cinque stelle a livello municipale ma il movimento non ha nessuna intenzione e desiderio di confrontarsi con chiunque sia. Il rapporto è quindi sostanzialmente inesistente ma non per nostra volontà ma semplicemente per scelta specifica del movimento.

Nel mese di aprile, il movimento di lotta per la casa ha occupato 13 stabili a Roma, riportando al centro dell’attenzione il problema dell’emergenza abitativa. Cosa intende fare se dovesse diventare sindaco della città?

Ci sono due strade che in questo momento un sindaco può perseguire, due soluzioni concrete ed anche molto efficaci. Sappiamo che c’è a Roma un patrimonio immobiliare invenduto, si parla di 50.000 e più appartamenti vuoti che potrebbero essere acquistati dal comune e destinati ad uso abitativo per le fasce più deboli.

Ma il leit motiv ricorrente da parte degli esponenti politici ed amministrativi è che i soldi in cassa per fare tali operazioni non ci sono?

Beh i soldi per comprare i sommergibili e cacciabombardieri ci sono, così come ci sono per fare i treni veloci. Si tratta di avere un’altra priorità. Io penso che le cose più utili siano i diritti dei cittadini e non la più veloce circolazione di merci ed armamenti. Diciamo che si tratta di volontà politica specifica. Una soluzione consisterebbe proprio nell’acquistare questo voluminoso patrimonio immobiliare e trasformarlo in case popolari.

Un’altra soluzione, da me già sperimentata con successo nel X municipio, sarebbe quella di ricorrere ad uno strumento previsto per legge e denominato “requisizione” e che prevede per l’appunto la possibilità per l’amministratore pubblico di requisire appartamenti privati sfitti (a Roma ce ne sono circa 120.000) affittandoli sempre a cittadini in difficoltà, garantendo quindi un alloggio a prezzi accessibili ed anche una rendita per il privato. Ci vorrebbe una maggiore lungimiranza ed intelligenza da parte dei grandi proprietari di immobili, ma forse questo è chiedere troppo…

I movimenti di lotta per la casa come sosterranno la tua candidatura a sindaco?

Dipende se una proposta come “repubblica romana” sarà in sintona con il movimento di lotta per la casa.

Il movimento è ad oggi composto da è un gruppo variegato ed eterogeneo di persone che sta facendo delle cose importanti per la città, che si sta incaricando di utilizzare gli spazi e trasformandoli non solo in luoghi abitativi ma in punti di aggregazione molto utili alla città.

Non si tratta solo di riappropriazioni ma di vere e proprie “azioni di governo”, perché si offre un servizio che l’amministrazione non è in grado di offrire.

Di recente si è molto parlato di una situazione che riguarda proprio il tuo municipio, Selam Palace, palazzo occupato da centinaia di richiedenti asilo del corno d’africa. Cosa è stato fatto dalla tua amministrazione e dal comune?

Sul palazzo di via Arrigo Cavaglieri ci sono state una serie di gravi inadempienze da parte del comune di Roma, nonostante le numerose sollecitazioni rivolte dal nostro municipio ed alle quali non sono state date risposte. Ci siamo rivolti anche all’Onu. Non è stato fatto alcun intervento neanche solo volto a contenere il disagio di centinaia di persone che scappano da guerre e che dovrebbero veder riconosciuto se non il diritto di cittadinanza quantomeno di asilo politico cosa che avviene solo in pochi casi.

E’ previsto a breve un incontro col prefetto ma temo che anche alla fine, non essendoci un indirizzo di carattere generale per la gestione di tale fenomeno non si arriverà a qualcosa di veramente risolutivo.

Si tratta di un problema che ha un grosso peso dal punto di vista della richiesta di servizi e di assistenza che viene ed a cui non possiamo corrispondere in nessun modo. Anche la questione delle residenze, motivo di attrito con alcune associazioni interessate alla vicenda, per quanto pieno diritto democratico non può servire ad uscire dall’emergenza in cui vivono queste persone.

Grazie dell’intervista ed in bocca al lupo per la tua avventura.

Speriamo che abbocchi sto lupo!

 

 

 

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