INNAMORARSI DI SE’ TRA PATOLOGIA E NORMALITA’

By on 21 Settembre 2015

L’Angolo della Psicologa con la nostra Dott.ssa Marisa Nicolini

INNAMORARSI DI SE’ TRA PATOLOGIA E NORMALITA’

Premessa

Ci stiamo quasi abituando all’idea che la violenza sia parte integrante della nostra società. Ultimamente poi, sembra che l’allarmante contingenza del destino delle persone migranti stia facendo passare in seconda pagina le pur attualissime cronache di efferati maltrattamenti nelle coppie e tra ex, fino al femminicidio, crimine tanto più odioso in quanto commesso quasi totalmente da ex-partner.

Nel mio intervento intendo affrontare un aspetto delicato e poco conosciuto di quella collusione di coppia che permette, ancora troppo spesso, alle donne di subire violenza senza denunciare o facendolo in pochissimi casi.

Esistono, infatti, tra partner delle forme di intesa profonda, talvolta anche largamente inconsce, che rendono possibile una relazione affettiva basata appunto su reciproche integrazioni tra bisogni, desideri, obiettivi, ecc.

Quando tale reciprocità riguarda aspetti patologici o comunque disfunzionali della personalità, si vengono a creare distorsioni nella percezione reciproca, fino a giungere alle perverse collusioni di coppia che inducono, talvolta, le vittime a difendere e coprire il proprio aguzzino anche per anni.

Il filo rosso che collega fenomeni apparentemente diversi quali lo stalking, il mobbing, il bullismo, le diverse tipologie di violenza endofamiliare, è il bisogno di CONTROLLO e POTERE da esercitare su chi si sceglie quale vittima, ossia la persona (donna il più delle volte, ma anche bambino, uomo, anziano, disabile) che per certe sue caratteristiche di personalità e/o socio-economiche viene considerata capace di subire, di colludere in una relazione patologica con il persecutore.

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Caratteristiche psicologiche e psicopatologiche della vittima e del persecutore

Da questa premessa si comprende che vittima e persecutore, in qualunque forma di violenza, devono possedere caratteristiche psicologiche e/o psicopatologiche complementari, collusive appunto.

Secondo la pratica clinica e forense le più frequenti sono:

VITTIMA PERSECUTORE
Donna (più raramente uomo, minore, anziano, disabile) Uomo (più raramente donna o minore)
Sindrome della crocerossina Egocentrismo
Insicura e timorosa (Falsamente) sicuro e assertivo
(Iper)sensibile Assenza di empatia
Sentimenti di inferiorità Superiorità
Sensi di colpa Si sente “in diritto”
Intrapunitività Extrapunitività
Capacità di sopportazione Intolleranza alle frustrazioni / Impulsività
Tendenza all’introversione Tendenza al dominio
Accetta la mancanza di controllo/potere e la vicaria in altre forme di manipolazione Impone controllo/potere diretto
Accetta le imposizioni Determina imposizioni
Umore tendenzialmente deflesso Tendenza alla ipertimia
Bassa Autostima e senso di indegnità Ipertrofia dell’Io e Narcisismo

Come si può vedere, la conclusione eclatante che si trae dall’osservazione clinica, dal rapporto terapeutico e dalle perizie in campo psico-forense è la seguente:

  • nella quasi totalità dei casi di violenza, la vittima si percepisce in una condizione di inferiorità, ha una scarsa fiducia in se stessa, tende a sentirsi indegna, inadeguata e addirittura colpevole di aver “istigato” l’altro e si obbliga al silenzio;
  • al contrario, chi agisce in modo violento o comunque maltrattante ha un eccessivo senso di sé, si sente in diritto di controllare e gestire la vita dell’altro, è un abile mentitore e manipolatore.

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Di conseguenza, si può affermare che per costruire sane relazioni di coppia, e più in generale, interpersonali occorre puntare alla realizzazione di una sana ed equilibrata AUTOSTIMA. Da qui il titolo di questa iniziativa “Innamòrati di te”.

Nutrire un adulto, pacato sentimento di stima per se stessi costituisce il fulcro della prevenzione primaria in tema di violenza di genere, in quanto permetterebbe alla donna (ma ancora, più in generale, alla vittima) di conoscersi meglio e di sentirsi più sicura di sé, più degna e forte, mentre all’uomo (o comunque a chi agisce in modo maltrattante) consentirebbe di costruire un Io maturo, fondato su una vera forza interiore e su una capacità autentica di relazione con l’altro-da-Sé.

“Innamorarsi di se stessa” non significa, dunque, costruire un falso Sé che indurrebbe – come abbiamo visto nel caso del persecutore – a sentirsi superiore agli altri, in diritto di condizionare e addirittura violare la vita degli altri per il proprio tornaconto (caratteristiche della persona narcisista), bensì formare ed alimentare nel corso della propria esistenza un Io reale che permetta alla persona di sentirsi, in primo luogo degna e capace di riconoscere sia in se stessa che nell’altro quanto c’è di buono e quanto, invece, diventa disfunzionale e patologico.

Una donna che non sia giunta ad essere “Innamorata di se stessa” in modo sano e maturo è una donna che non ha raggiunto un buon grado di AUTOSTIMA, senza la quale è difficile interpretare correttamente la realtà, poiché si attivano meccanismi di difesa inconsci che impediscono di vedere e dare il giusto nome alle cose.

Al contrario, un individuo che abbia raggiunto un buon livello di autostima, è consapevole di avere in sé le risorse per affrontare le situazioni esterne, relazioni affettive comprese, e quindi si può “permettere il lusso” di chiamare le cose con il loro nome, ossia interpretare la realtà, e rispondere alle esigenze che questa pone, in modo più obiettivo.

D’altronde, noi possiamo attuare con gli altri il meglio di quello che abbiamo saputo attuare con noi stessi e non possiamo dar vita a relazioni equilibrate se non siamo in equilibrio con noi stessi.

E’ per tale ragione che le donne ancora non denunciano, in moltissimi casi, gli abusi e le violenze che subiscono (fisici, psicologici, sessuali, economici, ecc.): paradossalmente, non amandosi abbastanza, ovvero non essendo adeguatamente innamorate di se stesse, non sanno rispettarsi fino in fondo e, per conseguenza, non sanno farsi rispettare fino in fondo. Anzi, in un alto numero di casi, prestano il fianco a relazioni colluse in cui danno modo ad un individuo complementare di trarre un tornaconto dalle loro fragilità.

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L’Associazione “DONNE PER LA SICUREZZA” Onlus, consapevole fin dalla sua costituzione di questa dinamica, intrapsichica oltre che intersoggettiva, che in un certo senso corresponsabilizza la donna al suo destino di essere degno e rispettabile (se ha una buona autostima) ovvero di potenziale vittima (se lascia il campo aperto all’altrui narcisismo e aggressività), fonda le sue attività su tutti e tre i pilastri della prevenzione, ossia:

  • La Prevenzione primaria: nel contesto sociale, tramite l’informazione, la formazione e l’educazione (cognitiva, affettiva e anche fisica), in particolare nelle scuole;
  • La Prevenzione secondaria: tramite la rilevazione precoce di violenza e maltrattamenti, con interventi quanto più possibile rapidi per interrompere il cerchio della violenza e proteggere le vittime;
  • La Prevenzione terziaria: aiutare ad affrontare la violenza subita e a superare i danni da questa provocati.

Danni che devono tenere conto anche, e a volte soprattutto, delle ferite psicologiche derivanti dal senso di frustrazione e dalla bassa autostima – che la vittima fa fatica a riconoscere dentro di sé – che preesistevano e che la violenza finisce per rinforzare, rendendo doloroso e complesso il percorso di affrancamento della donna.

Ma, e questo è il nostro messaggio, “NOI CI SIAMO”!

Dott.ssa Marisa Nicolini

La Dott.ssa Marisa Nicolini è psicologa e psicoterapeuta, abilitata all’insegnamento della Psicologia Sociale e Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale di Viterbo.

Collabora, tra l’altro, con la Casa di Cura “Villa Rosa” di Viterbo e con la “Clinica Parioli” di Roma e riceve presso lo Studio di Psicologia Clinica e Giuridica in Via A. Polidori, 5 – Viterbo, cell. 3288727581, e-mail m_nicolini@virgilio.it

Collabora con le Associazioni AIAF (Avvocati di Famiglia e Minori), Donne per la Sicurezza onlus ed è membro del Comitato Scientifico del Centro studi Criminologi, Giuridici e Sociologici di Viterbo.

Potete conoscere meglio le sue attività al seguente link:

www.marisanicolinipsicologaviterbo.freshcreator.com

Inoltre potete seguire le sue attività consultando la pagina Facebook http://www.facebook.com/pages/Studio-di-Psicologia-Clinica-e-Giuridica-Drssa-Marisa-Nicolini/177076385739068?ref=ts&fref=ts

 

 

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