In Spagna si rivota il prossimo 10 novembre.

By on 19 Settembre 2019

Le seconde negli ultimi sette mesi e le quarte negli ultimi quattro anni, un caso senza precedenti in Europa. Le elezioni verranno convocate ufficialmente lunedì 23 ottobre, ma il Re ha già confermato la mancanza di un candidato a cui provare ad affidare l’incarico per formare un nuovo governo e il primo ministro uscente, il Socialista Pedro Sánchez, ha annunciato il ritorno al voto. Il quotidiano spagnolo País, commentando le ultime vicende politiche, ha parlato di «ciclo elettorale permanente in cui vive la Spagna dal 2015» e del «fallimento di un’intera generazione di politici».

I negoziati per la formazione di un nuovo governo erano iniziati settimane dopo le ultime elezioni, tenute il 28 aprile e convocate dopo la caduta del governo Sánchez, a sua volta entrato in carica dopo una mozione di sfiducia approvata dalle opposizioni contro il governo conservatore guidato da Mariano Rajoy. Dal voto di aprile era uscito vincitore il Partito Socialista (PSOE), senza però i seggi sufficienti per formare un governo da solo. Sánchez, leader dei Socialisti, aveva così incaricato un gruppo di negoziatori di incontrare una delegazione di Unidas Podemos, coalizione di sinistra guidata da Podemos, il cui leader è Pablo Iglesias. Fin da subito i colloqui tra le due parti si erano dimostrati complicati e frenati da una profonda diffidenza reciproca.

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