Imu e immobili non commerciali

By on 12 Marzo 2013

ChiesaIQ. 12/03/2013 – Con questo pronunciamento, emanato il 4 marzo scorso e sul quale si era molto dibattuto a livello politico dopo il varo della tassazione IMU, si fa chiarezza sull’ambito di esenzione e su chi possa legittimamente invocarla.

La circolare, che porta la firma del direttore generale delle finanze, Fabrizia Lapecorella, richiama l’ampia e diversificata giurisprudenza precedente, confermando anzitutto che l’esenzione si applica a enti non commerciali che utilizzano direttamente spazi per le suddette “attività meritevoli”, oppure che concedono in comodato ad altro ente non commerciale che attua analogo utilizzo.

Le preoccupazioni emerse nei mesi scorsi negli ambienti del non-profit, dell’associazionismo, dell’assistenza e della stessa Chiesa, per i numerosi casi di enti non commerciali che si trovavano nella condizione di concedere ad altri enti non commerciali spazi per dette attività, per lo più di tipo sociale o assistenziale, erano state condivise anche a livello di realtà dell’associazionismo non cattolico. Ora si è fatta chiarezza. Infatti non era del tutto chiaro se il fatto di concedere spazi a titolo gratuito fosse ritenuto dal legislatore sufficiente per ottenere l’esenzione IMU. Del resto, l’applicazione di questa imposta sarebbe risultata estremamente penalizzante per enti che non solo sono senza fini di lucro, ma che spesso debbono fare ricorso alle offerte e al volontariato per poter prestare i loro servizi di assistenza. Così la notizia del pronunciamento ministeriale mette fine a queste preoccupazioni. Tutti gli enti interessati, ecclesiastici o meno, dovranno ad ogni modo dimostrare le finalità non commerciali riscontrabili anche dai propri statuti. (SIR).

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