Il teatro “a portata di mano” di Rocco Papaleo

By on 21 luglio 2018

Il teatro “a portata di mano” di Rocco Papaleo

“Festival delle Invasioni 2018-Stagioni d’estate” è il titolo della Kermesse estiva giunta alla ventesima edizione, e nella serata del 18 Luglio accoglie l’attore e regista lucano Rocco Papaleo  presso la Piazza XV Marzo a Cosenza.

Cantando e recitando con la sua band in live, Rocco Papaleo nella serata del 18 Luglio ha proposto al suo pubblico un teatro “a portata di mano”, un teatro che viaggia in tutta Italia e che al sud ritorna alle sue origini: monologhi, mix di musica che spazia dal jazz al blues ( il repertorio di Papaleo è perlopiù questo) e soprattutto memorabili sono le sue irriverenti battute, la sua ironia fine che coinvolge i suoi spettatori, ed attorno a questa ironia vi è una passione che l’attore dimostra in tutta la sua interezza nell’arte e nella musica.

Una serata targata Papaleo, in grado di tenere alta l’attenzione, un Papaleo che viene dal mondo del cinema, della televisione, del teatro, tanti i riconoscimenti ottenuti, uno su tutti il David di Donatello 2011 , vinto nella categoria “ Miglior regista esordiente” per il film “Basilicata coast to coast” insieme ad Alessandro Gassman,Giovanna Mezzogiorno, Paolo Briguglia e Max Gazzè.

“Ba.ba Basilicata, ba.ba. Basilicata , Tu che ne sai, l’hai vista mai”, uno scorcio dello spettacolo e canzone che porta sempre con sé, quasi a voler creare uno spazio d’azione in cui il sé possa specchiarsi, dove ognuno possa sentirsi a casa anche fuori dal mondo.

Oltre alla sua musica, ai suoi pezzi forti ha ricordato la sua Basilicata, le sue avventure da ragazzo, con lo scopo di costruire storie divertenti  su cui ispira la sua arte: lo sguardo  al  teatro canzone di Giorgio Gaber è un tratto saliente della carriera artistica e musicale di Rocco Papaleo nel suo tour( l’attore e regista ha condotto anche il Festival Gaber), tanto che l’opera gaberiana accompagna anche il suo spettacolo comico, le parole beffarde e il suo bisogno di raccontare e raccontarsi;difatti il “teatro canzone” è una trovata di spicco per artisti poliedrici e completi, ovviamente non si può non aggiungere che la sua scelta di portare in giro i suoi spettacoli nasce dal desiderio di proiettare l’essere meridionale nel teatro raccontato e vicino alla gente.

Durante la serata riesce a far ridere, sorridere e anche riflettere, attribuendo al ricordo un valore inestimabile , e si concede un momento di commozione ripensando alla frittata della mamma ( su questa chicca ha realizzato una parodia), ma il suo cuore batte forte perché è in terra calabra, perché Cosenza è madre di ricordi, di nostalgia , e da qui partono alcune annotazioni della sua vita di prima, con cui  ha intessuto trame, storie, respingendo l’astratto universale per dar spazio all’esistenza, alle persone, alla memoria e soprattutto all’arte che consola, che traccia la strada, che non disturba, che accompagna il canto delle donne e degli uomini attenti al messaggio umano, ed infine crea una sorta di affinità elettiva tra grandi e piccini.

 

Matteo Spagnuolo

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