Grasso vs Ingroia. La politica dell’antimafia

By on 24 Gennaio 2013

grasso-ingroia  di Stefania Paradiso

Con Pietro Grasso emblema del PD e Antonio Ingroia leader di Rivoluzione Civile la lotta alle mafie sembra essere il leit motiv di questa campagna elettorale. La vita di entrambi finora si è svolta nella Procura di Palermo e la loro “discesa in campo” è avvenuta richiamando le due vittime della mafia più note e amate, quali Falcone e Borsellino, simboli di giustizia e onestà.

Grasso noto per essere pacato, gentile ed amato dai politici sembra essere il colpo grosso del PD. Ingroia è a capo di una coalizione un po’ traballante, dove convivono Verdi, Di Pietro, il sindaco De Magistris, ma fortificata dalla presenza del magistrato stesso. Siciliani al 100% l’odio tra i due è cosa nota. Classe 1945, agrigentino, Grasso arriva a Palermo negli anni ’70. Classe 1959, palermitano, Ingroia proviene dalla scuola di Borsellino e dal centro Peppino Impastato. Sono anni in cui si respirano speranze e futuro in Sicilia, anni dei grandi processi, come quelli ad Andreotti, Dell’Utri, Contrada. Entrambi lavorano sodo e si fanno le ossa, perdendo anche un po’ dell’entusiasmo iniziale quando, come molti magistrati, capiscono che l’Italia non vuole fare i conti con un certo tipo di storia e criminalità, isolandoli, abbandonandoli al loro lavoro e destino. E oggi si ritrovano su un nuovo campo, quello della politica. Mafia e politica, un binomio che non dovrebbe esistere e che deturpa e rovina chi vi si accosta. La politica dovrebbe essere messa in pratica per il benessere collettivo; la mafia distrugge i valori civili e l’onestà di uno stato, nel senso di insieme costituito da cittadini. Anche se la storia ci ha abituato a strane ed erronee commistioni e unioni mafia e politica sono come il bianco e il nero. Non è ancora chiaro perchè due persone che hanno lottato sempre contro le mafie decidano oggi di schierarsi in politica. L’unica cosa auspicabile è che portino lo stesso fervore ed onestà messo nel lavoro anche nel campo politico, facendo sì che il duo politica criminalità diventi un brutto ricordo.

 

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