Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo

By on 3 Aprile 2019

E’ noto che il livello di gravità e la comparsa dei sintomi dell’autismo è molto variabile, ed è proprio questa varietà a rendere difficile la diagnosi

Nella giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, i monumenti, le città si tingono di blu , come ogni anno in molte città italiane il blu colorerà i monumenti, a testimonianza della vicinanza della comunità alle persone con autismo e alle loro famiglie.

Saranno tante le città che si tingeranno di blu in occasione della giornata dedicata alla consapevolezza e sensibilizzazione del 2 Aprile ,  oltre a Cosenza anche Anzio si tingerà di blu, la Fontana dei Dioscuri al Quirinale, e altre città si sono unite per questa causa.

Capire l’autismo è uno dei passi fondamentali,si affronta il tema dei bambini con il disturbo dello spettro autistico quasi ogni giorno,questo accade perché il bambino autistico recepisce gli stimoli esterni in modo diverso rispetto ad altri bambini, di conseguenza qualcosa che a noi può non dare fastidio, al bambino con il disturbo autistico può creare confusione, smarrimento e paura, tant’è che bisogna entrare in contatto con il mondo di chi ha questo disturbo (Asd) e per farlo è necessario avere gli strumenti e anche le competenze adeguate.

Si può dire che le persone con autismo ad oggi sono integrate socialmente? No, ancora non si può parlare di inclusione ed integrazione sociale allo stato puro, poiché sono poche le Asl che offrono interventi abilitativi appropriati, intensivi precoci, in grado anche di rispondere ai bisogno delle famiglie con familiare autistico, e spesso anche la diagnosi arriva in ritardo.

Anche la psichiatria , le Politiche sociali faticano a riconoscere nell’autismo un percorso educativo sempre in crescita, così facendo si rischia di spezzare il passaggio di consegne a chi dovrebbe prendersi cura di questa disabilità, spesso ignorata e non trattata adeguatamente ( anche a livello scolastico mancano riferimenti certi per i ragazzi con il disturbo autistico), sebbene la Pedagogia speciale si occupi da sempre delle strategie di intervento e di inclusione rivolte ai contesti educativi e didattici.

Quando si parla di “progetto di vita” dei ragazzi autistici ci si riferisce alla mancata presa in carico da parte del sistema sociosanitario, della scuola e anche di tante associazioni, difatti Betty De Martis-presidente dell’Associazione nazionale genitori soggetti autistici, si rivolge alle istituzioni affinchè si possa approfondire molto sulla tematica, garantendo alle scuole insegnanti di sostegno formati, capaci di individuare il disturbo e i sintomi , in modo da avere un approccio educativo nei confronti dei soggetti autistici; inoltre anche i centri diurni dovrebbero avere operatori che conoscano bene la sindrome, al fine di evitare problemi di altra natura come: esclusione e disintegrazione a scapito di questi ragazzi.

Da tenere presente che il disturbo dello spettro autistico ha vari fattori di rischio che, pur accompagnandosi ad un aspetto fisico normale,coinvolge diverse funzioni cerebrali,esso si manifesta attraverso una serie di sintomi:compromissione qualitativa dell’interazione sociale, verbale,e anche legata ai comportamenti ripetitivi, ristretti e stereotipati; ciò ci aiuta a tracciare la strada ancora in salita e tortuosa di un fenomeno diffuso e soprattutto sociale.

 

Matteo Spagnuolo

 

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