Gilet gialli, la portavoce: “Minacce di morte se dialoghiamo”.

By on 4 Dicembre 2018

Dopo la guerriglia nelle strade di Parigi, la tensione in Francia ora è nelle stanze del governo. Emmanuel Macron ha dato mandato al premier Edouard Philippe di avviare dei tavoli di discussione con i portavoce dei gilet gialli. Ma la richiesta è stata rispedita al mittente per “ragioni di sicurezza”. E il presidente della Repubblica ha contestualmente rimandato la visita in Serbia in programma per mercoledì e giovedì. Ma potrebbe non bastare per fermare la crisi politica del leader di En Marche che ora, oltre ai consensi in picchiata, vede perdere sempre di più la legittimità in Parlamento.

Il dialogo con i delegati del movimento, tra l’altro, è partito subito in salita nonostante nelle scorse ore fosse filtrato ottimismo, anche perché i gilet gialli temono di essere schiacciati dagli infiltrati “casseur” che nel weekend hanno trasformato le proteste in scontri continui con la polizia. La situazione però non è facile da sbloccare. Una delle portavoce dei gilet gialli, Jacline Mouraud, l’autrice del video che più di dieci giorni fa ha dato il via alle manifestazioni, ha denunciato il fatto che da quando una parte ha detto di essere disponibile al dialogo, “hanno ricevuto minacce di morte”. Per questo, dopo aver posto come condizione per l’incontro un gesto significativo da parte del governo (dallo stop all’aumento della benzina, fino alle dimissioni dell’interno esecutivo), alla fine i delegati non si siederanno al tavolo con Philippe.

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