Genitori spazzaneve e figli pupazzi di neve

By on 21 Dicembre 2014

L’Angolo della Psicologa con la nostra Dott.ssa Marisa Nicolini (*)

Genitori spazzaneve e figli pupazzi di neve

Gli anglosassoni li hanno soprannominati “genitori spazzaneve”. Sono quelli che ripuliscono ogni cosa possa pararsi davanti ai loro figli in modo che nulla possa andare loro storto e niente possa minacciare la loro autostima.

A Londra, al collegio femminile di Saint Paul, la direttrice Clarissa Farr ha raccontato al Times che ogni giorno osserva madri e padri vittime di «un’ansia frenetica che fa loro rifiutare l’idea che i propri pargoli possano arrivare secondi». Questo atteggiamento produce «bambini iperprotetti e incapaci di affrontare un fallimento».

Ma, ahinoi, atteggiamenti simili sono frequentissimi anche in Italia. Ben sappiamo, infatti, che nel nostro (ex) bel Paese schiere di genitori arrivano sempre più prepotentemente da insegnanti e presidi per giustificare, minacciare, mentire perfino pur di proteggere gli amati figlioletti da una punizione, guarda caso sempre considerata ingiusta ed eccessiva.

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Si parte dall’asilo e si va avanti fino alle superiori. Perché per questi genitori “La scuola è il nemico”. Gli insegnanti lo sperimentano ogni giorni e spiegano (a chi vuole ascoltarli!) che la tendenza a prevenire ed evitare qualsiasi difficoltà ai figli sta divenendo patologica: padri e madri sono del tutto impreparati ad affrontare gli insuccessi dei figli, non vogliono fare questa esperienza perché non saprebbero come fronteggiarla.

Un insuccesso dei figli significa, infatti, una profonda “ferita narcisistica” nei genitori. È come se dicessero: “Non create problemi a mio figlio perché li create a me”. E allora, secondo questi genitori immaturi e fragili, la soluzione più facile sembra quella di dire sempre sì ai figli, spianare loro la strada: si tratta di “genitori non genitori” che rinunciano a priori a educare i propri figli cercando di semplificare loro tutto.

E la colpa di ogni insuccesso viene data sempre alla scuola: così si arriva ai ricorsi al Tar per bocciature e brutti voti, insegnando ai figli non una sana autocritica, ma a colpevolizzare sempre gli altri.

Invece sarebbe più opportuno e utile insegnare ai ragazzi a confrontarsi con la realtà, aiutarli nelle strade in salita, faticose e impegnative, sostenendoli ma non sostituendosi a loro.

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I “genitori spazzaneve”, al contrario, sono apprensivi e trasmettono ai figli una grande fragilità, facendone appunto dei “pupazzi di neve” pronti a dissolversi alle prime difficoltà. I figli devono essere affiancati e sostenuti dai genitori, ma devono essere lasciati liberi di sperimentarsi, anche di sbagliare, perché solo così possono responsabilizzarsi.

D’altra parte c’è anche l’ansia frenetica di quei genitori che vogliono far primeggiare i figli ad ogni costo, che sono perennemente alla ricerca del successo, con l’idea che chi sbaglia sia un fallito. Anche questo atteggiamento, come si comprende, è nocivo e crea tanta infelicità nei ragazzi perché si trasmettono loro aspettative troppo elevate e stereotipi di perfezionismo che instilla in loro una negativa idea di competitività anziché la forza e il coraggio per autorealizzarsi.

I figli, insomma, vanno lasciati liberi di scegliere la strada che intendono seguire (fatti salvi, ovviamente, tutti i principi-base, trasmessi tramite l’esempio, e i valori etici della nostra cultura: sì, a volte anche liberi di subire qualche smacco, di sperimentare qualche frustrazione, di sbagliare.

Non possiamo vivere noi per loro, ne faremmo degli inetti, incapaci di rialzarsi se cadono (e inevitabilmente cadranno nella vita), di tollerare dei no (e appena fuori dalla loro cameretta qualche diniego dovranno sopportarlo!).

Piuttosto, insegniamo ai nostri figli a costruire la propria dignità anche di fronte a un errore, imparando a fare autocritica e a chiedere scusa.

Ciò che conta è crescere con l’idea di essere una persona degna di esistere, non certo perfetta ma valida, con una sana dose di autostima che può derivare solo dall’aver imparato a togliersi le castagne dal fuoco.

Auguro, insomma, ai genitori di trovare il coraggio di lasciar vivere i figli, e ai figli il coraggio di vivere.

Buon Natale e che il 2015 ci indichi la strada di una rinnovata civiltà!

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Dott.ssa Marisa Nicolini

(*) La Dott.ssa Marisa Nicolini è psicologa e psicoterapeuta, abilitata all’insegnamento della Psicologia Sociale e Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale di Viterbo.

Collabora, tra l’altro, con la Casa di Cura “Villa Rosa” di Viterbo e con la “Clinica Parioli” di Roma e riceve presso lo Studio di Psicologia Clinica e Giuridica in Via A. Polidori, 5 – Viterbo, cell. 3288727581, e-mail m_nicolini@virgilio.it

Collabora con le Associazioni AIAF (Avvocati di Famiglia e Minori), Donne per la Sicurezza onlus ed è membro del Comitato Scientifico del Centro studi Criminologi, Giuridici e Sociologici di Viterbo.

Potete conoscere meglio le sue attività al seguente link:

www.marisanicolinipsicologaviterbo.freshcreator.com

Inoltre potete seguire le sue attività consultando la pagina Facebook http://www.facebook.com/pages/Studio-di-Psicologia-Clinica-e-Giuridica-Drssa-Marisa-Nicolini/177076385739068?ref=ts&fref=ts

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