Gabriele Cirilli in “Mi piace”:la risata che canta

By on 26 Gennaio 2019

Cala il sipario, si illumina il palco ed entra l’esilarante, coinvolgente ed ironico Gabriele Cirilli che, con la sua verve comica, riesce a produrre effetti speciali per tutto il Teatro Cinema Garden, in fondo la sua è un’arte poietica, capace di arrivare nelle menti e nei cuori degli spettatori, creando un clima conviviale, divertente e amicale, tipico di chi nasce cabarettista, attore comico e teatrale, un vero e proprio  artista a 360 gradi.

Siamo al terzo appuntamento della stagione teatrale 2018-2019, curata da Alfredo De Luca-direttore artistico della Dedo Eventi , mentre la comunicazione è a cura della For&Ver Creative Company di Nestore Verre e con il patrocinio del Comune di Rende, che per il 23 Gennaio ha scelto lo spettacolo “Mi piace” con Gabriele Cirilli, e con la regia di Claudio Insegno.

Cirilli , comico di razza,proveniente dalla scuola di Proietti, è riuscito ad infondere tanta vitalità, allegria e nello stesso tempo ha sedotto il suo pubblico con un gioco mimetico, persino terapeutico, intriso da aneddoti, racconti di vita quotidiana, e perlopiù burleschi, dove la parola chiave “Mi piace” ha accompagnato la sua esposizione artistica (siamo sottoposti ogni giorno a scelte di campo, giudizi, valutazioni sul “Mi piace” o “Non mi piace” e se ci piace tendiamo a intrecciare e sovrapporre i nostri gusti e percezioni in base a quello che ci viene proposto).

Scegliamo gli amici, il programma televisivo da seguire, il vestito da indossare, le foto da pubblicare sui social network ( ad esempio il social si lega molto alla parola “Mi piace” o meglio al “like” da attribuire a quella foto piuttosto che ad un’altra), in un costante alternarsi  di gesta, attività e pensieri , che sono la “conditio sine qua non”, vale a dire che l’esplorazione del nostro modo di vedere le cose e metterle in pratica rientra nel processo di integrazione sociale, di resistenza alle mode del momento, di informazione su tutto ciò che è nuovo , e soprattutto ci consente di invitare chi ci sta intorno ad esprimere un parere su un ambito ben preciso del nostro raggio d’azione.

Con questo spettacolo Gabriele Cirilli fa un viaggio attraverso tutti i generi del teatro comico, passando dal cabaret ai monologhi, dalle canzoni ai balletti, e nel contesto della narrazione d’autore la storia raccontata transita verso orizzonti nuovi, inesplorati e nascosti, infatti il suo intento è ricalcare una conversazione reale con la gente, scardinando le parole che userebbero in contesti familiari o davanti a situazioni del quotidiano, come la spesa al supermercato oppure  la richiesta di indicazioni stradali durante una gita per puro piacere, da qui iniziano le caricature dei personaggi incontrati nel corso della sua vita,a partire da Sulmona, la sua città natale.

Interessante la circolarità delle scene comiche,poiché si tratta di imitare la vita sotto forma di ironia, sagacia e finzione, tant’è che la scena con l’attore, cantante  e ballerino Umberto Noto sulle differenze tra Nord e Sud mette in risalto gli schemi precostituiti tra due poli che, per certi versi, appaiono opposti, ma tutti siamo consapevoli che la differenza sta solo nella prospettiva in cui decidiamo di agire o di confrontarci, un motivo in più per dire che siamo tutti uguali e che le barriere “Nord-Sud” non fanno altro che allontanarci dall’obiettivo comune, la comunione fra i popoli.

Uno show iniziato con il backup di immagini, foto sul cellulare e applicazioni che coincidono con i ricordi, per poi concludersi con il suo monologo. In verità ricorda la sua età, i suoi 50 anni e ammette che gli piace avere quest’età, perché del resto a cinquant’ anni si ha la possibilità di essere padre di un figlio e figlio di un padre che non c’è più, e soprattutto gli piace perché sono gli anni della conquista, della consapevolezza  che quello che si ha lo si è guadagnati con il sacrificio, dopo anni di studio, di preparazione teatrale e di percorsi artistici, in fin dei conti il carattere paradigmatico della sua arte vive nella spontaneità.

 

a cura di Matteo Spagnuolo

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