La fiscalita’immobiliare uccide l’economia generale

By on 14 Settembre 2014

” Esenzione ventennale per i redditi da locazione di immobili nuovi o rinnovati”


« L’ economia italiana ha bisogno di una gran massa di investimenti.
Il risparmio privato c’e’. E deve esser investito, come ha affermato tra l’altro il ministro Padoan a Cernobbio, al Forum Ambrosetti.
Ma non deve necessariamente venir “espropriato” dallo Stato attraverso la fiscalita’ e poi reimmesso dallo stesso nel ciclo degli investimenti. 
Cio’ provocherebbe il collasso definitivo del sistema, in quanto acuirebbe in modo irrimediabile lo stato di sfiducia oggi latente nel Paese.

Questo risparmio deve essere viceversa mobilitato attraverso un opportuno meccanismo di incentivazione. Assoedilizia ha una sua proposta.

Economisti e sociociologi, da Mario Draghi a Luca Ricolfi, stanno attestando quanto gia’ percepivamo un anno fa semplicemente constatando lo stato d’ animo del mondo dell’economia immobiliare.

Quest’ultima e’ il pilastro cardine dell’economia generale: ma, come motore, le viene a mancare il carburante della fiducia da parte dell’ “universo” degli investitori-famiglie.

La sfiducia e’ generata, oltre che dal pesantissimo ed intollerabile carico fiscale gravante sul settore, dallo stato di incertezza circa la futura tassazione.

Come se non bastasse la revisione catastale in atto, che avanza sostenuta da chi la considera, in modo sconsiderato, la panacea di tutti i mali, ma che si traduce in sostanza in una spada di Damocle pendente per anni sulla testa dei contribuenti, si aggiungono le varie notizie riguardanti la prospettazione di misure fiscali per nulla presenti all’attenzione del mondo istituzionale, ma sollecitate da studiosi che avanzano le ipotesi teoriche piu’ disparate; dall’introduzione della patrimoniale all’ innalzamento delle aliquote dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni. 
E’ un circolo vizioso: la sfiducia genera un calo dei valori di mercato, a sua volta causa di ulteriore sfiducia.


Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. 


Non c’e’ piu’ un risparmiatore privato che investa ex novo negli immobili.Chi puo’ dismette questo tipo di investimento. Anche le misure introdotte in questa materia dal recente decreto “Sblocca Italia” sono di impatto ridotto.
Parallelamente la corsa ad investire in immobili all’ estero e’ irrefrenabile: siamo arrivati ad “esportare” una citta’ come Pisa all’anno; in dieci anni se ne va l’intera Torino.

Cosa stiamo aspettando ? Dum Romae consulitur Saguntum expugnatur.
In altri termini, la pressione fiscale sugli immobili uccide l’economia generale; finche’ non si capira’ cosa serve alla ripresa del settore immobiliare, che non e’ solo produzione e commercializzazione del prodotto edilizio, o investimento di nicchia, ma e’ soprattutto investimento diffuso, non si fara’ ripartire l’economia generale del Paese.

Una misura sicuramente in grado di propiziare un effetto/investimento di sistema a costo zero per lo Stato, in quanto non genererebbe problemi di “copertura finanziaria”, non comportando sacrifici per l’erario, ma solo benefici per le finanze comunali, per gli operatori immobiliari e per la domanda abitativa, potrebbe essere l’esenzione ventennale dall’imposta sui redditi per gli immobili di nuova produzione o rigenerazione destinati stabilmente alla locazione.» 

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