Duro attacco di Libero: “Cgil e Cisl si fanno pubblicità sulla pelle di Giangrande”

By on 9 Maggio 2013

giangrandeIQ. 09/05/2013 – Durissimo attacco del Giornale Libero a firma di Pierangelo Maurizio, a pag.13 di Giovedi 9 Maggio, che ha accusato Cgil e Cisl di speculare sulla pelle di Giangrande.

Pierangelo scrive “[…..] Mentre era sotto gli occhi di tutti il dramma del brigadiere Giuseppe Giangrande, dal giorno dopo il ricovero Cisl e Cgil hanno pensato bene di riempire la scena di proprie bandiere in favor di telecamere. Hanno piazzato le loro insegne al vento lungo il tratto di recinto del Policlinico Umberto I a Roma, ed inevitabilmente il più riprese e fotografato. Un ‘vero atto di sciacallaggio’ si mormora nei corridoi dell’Ospedale Romano. Certamente una scelta di merchandising sindacale più che discutibile” .

Ed ancora: “così per dieci giorni abbondanti l’esito di un attentato ai carabinieri è diventato una ribalta sindacale auto-promozionale. Per fare che cosa? E questo è l’aspetto più surreale e anche un pò vergognoso: perchè all’Umberto I non cè nessuna vertenza in corso[ …… ] – Non è seguito allo sbandieramento nessun comunicato, nessuno si è fatto avanti a spiegare su che cosa si volesse attirare l’attenzione. [….]”

Ed infine: “[….] A rompere il silenzio è la Uil che si è rifiutata di partecipare a questa presenza – è il caso di dirlo -sbandierata. ‘Noi siamo abituati ad intervenire con professionalità. Quando ci sono conflitti e non quando cè qualcuno che soffre. Un errore grossolano denuncia Giovanni Torluccio, Segretario Generale della Uil Fpl. ‘ In questo momento non cè nessun conflitto aperto – conferma – con la direzione generale del Policlinico Umberto I. […..] Innanzitutto i dipendenti che rientrano nel personale sanitario non corrono rischi, avranno il contratto rinnovato fino al 31 dicembre 2013 – dice Torluccio – . Chi rischia di stare a casa dal 1 Agosto è il personale amministrativo. Abbiamo scritto al ministro, mandato note a tutti, speriamo di risolvere. Ma non si può speculare sui drammi’.

 

 

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