Discarica Lazio. Avanti con un’altra proposta. Ora tocca a Viterbo

By on 3 Gennaio 2013

lago VicoIQ. 03/01/2012 -di Pietro Bardoscia

Tra i vari litiganti il terzo ci rimette.. Ossia Viterbo!!

Lo spettro dei rifiuti di Roma incombe sempre più minaccioso su Viterbo (e su Frosinone). Sono recenti le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, il quale ha annunciato di voler mettere a punto un nuovo provvedimento, denominato ”decreto riciclo” mirando sulla raccolta differenziata, sullo stop al conferimento in discarica di rifiuti non trattati e sull’utilizzo a pieno regime degli impianti già esistenti nel Lazio.

Tra i piani del Ministro, c’è Viterbo e Frosinone dal momento che gli impianti di Viterbo e Frosinone sono utilizzati al 50% del loro potenziale. Interpretando le parole di Clini, pensiamo voglia dire: ‘Portare i rifiuti  di Roma a Viterbo’.

Peccato che non si sono valutate alcune situazioni, soprattutto per la Provincia di Viterbo caratterizzata da una folta vegetazione dotata di percorsi naturalistici e laghi di rara bellezza che la rende un posto attraente per migliaia di turisti amanti della natura. Ma non è tutto. Questa decisione darebbe luogo ad un transito continuo di autocarri per il trasporto di rifiuti sull’unica strada che unisce Roma a Viterbo, ossia la Cassia, cosa assolutamente insostenibile.

Si ricorda infatti che questa strada con una sola corsia per senso di marcia, in molti tratti con il manto stradale rovinato, attraversa moltissimi centri Urbani, a partire da Capranica, Vetralla ecc, ed è percorsa ogni giorno da migliaia di autoveicoli, compresi trattori e Vespette, visto la forte tradizione agricola di questa provincia (in particolare per la coltivazione delle nocchie), che rallentano notevolmente il traffico.

E’ facile quindi prevedere un aumento esponenziale dell’inquinamento acustico e ambientale nella Provincia di Viterbo; come se non fosse bastata la mancata realizzazione di una strada alternativa (e di un aeroporto n.d.r. ), come più volte promesso dalle Istituzioni.

Per questo ci si pone una domanda. Ma quando si prendono decisioni di questo tipo, si valutano le conseguenze e l’impatto ambientale?

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