Degrado al Santa Maria della Pietà, la denuncia della UIL.

By on 22 Marzo 2015

(Fonte Corriere della Sera – Foto in Esclusiva per IQ della UIL di Roma e Lazio)

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ROMA – Nato nel 1913 come come «Hospitale de’ poveri forestieri et pazzi dell’Alma Città di Roma» il Santa Maria della Pietà, l’ex manicomio più grande d’Europa, chiuso nel 1999, è oggi un presidio sanitario in declino, un punto d’incontro, un parco pubblico per i residenti del quartiere, sede di molte associazioni che si occupano di reinserimento sociale. È stata lanciata l’idea di farlo diventare un ostello per i giovani durante il prossimo Giubileo annunciato da papa Francesco, un’idea già sentita dopo il Giubileo del 2000 e che, oggi, avrebbe ancora più senso attuare dato che una parte del complesso architettonico, che occupa circa 27 ettari di terreno, è in uno stato di totale abbandono come denuncia un’inchiesta, corredata da materiale fotografico, condotta da Uil di Roma e del Lazio nell’ambito dell’Osservatorio sulla sanità della regione che il sindacato ha attivato da tempo. «Edifici fatiscenti se non addirittura distrutti, soffitti crollati, finestre erose dalla ruggine o murate, fascicoli, documenti personali, prescrizioni mediche abbandonate, centraline elettriche alla mercé di chiunque, vegetazione incolta — spiega il neosegretario del sindacato Albero Civica in una nota — fino a una vera e propria discarica a cielo aperto nell’area nord».

Regione e Asl

Il complesso è in dotazione alla Asl Roma che qui ha anche alcuni uffici di relazione col pubblico e prenotazione visite e/o esami. Padiglioni un tempo imponenti oggi sono completamente abbandonati al degrado, all’incuria o, in alcuni casi – pochi per la verità – in perenne stato di ristrutturazione. Mai ultimata nonostante i cospicui finanziamenti ricevuti per il Giubileo del 2000 e nel maggio 2014 per il centenario della struttura. Oltre 500 mila mq, 36 edifici, circa 7 chilometri di viabilità interna e una vegetazione unica nel suo genere nel quartiere Trionfale, dove il Santa Maria della Pietà rappresenta un vero e proprio simbolo. Tanto che il municipio XIV ha qui preso in affitto tre immobili e dislocato alcuni uffici. In seguito al protocollo d’intesa siglato nel 2007 tra Comune di Roma, Regione Lazio, Provincia, Università «La Sapienza», Asl RM E e il Municipio di Roma XIX (oggi XIV) per il recupero della struttura e il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, senza alcuna edificazione aggiuntiva. «Ma il Protocollo è rimasto finora soltanto sulla carta – denuncia ancora Alberto Civica – nessuna valorizzazione del Parco, affidato a Roma Giardini e quindi al Comune e attualmente in uno stato di totale degrado. E finora nessun ostello della gioventù come previsto dopo il precedente Giubileo. Un ennesimo spreco pubblico di un complesso tra i più grandi e più belli non solo della Capitale, ma d’Italia». «Non solo — spiega il segretario regionale della Uil di Roma e del Lazio, Paolo Dominici — dodici padiglioni del complesso ospedaliero sono stati acquisiti dalla Regione, durante la giunta Marrazzo che se ne appropriò, approfittando del fatto che quei padiglioni erano stati destinati all’ospitalità dei pellegrini durante il Giubileo e quindi avevano perso temporaneamente la destinazione d’uso sanitario, vincolante ai fini della proprietà». La Asl fece ricorso, ma poi improvvisamente durante la giunta Polverini, la stessa Asl Roma E rinunciò agli immobili che passarono così alla Regione cui appartengono tutt’oggi. Padiglioni in stato di degrado, così come quasi tutto lì intorno. Una storia complessa che sembra non trovare pace nemmeno oggi, dove polvere, ruggine e impalcature perenni sono soltanto l’espressione esteriore di un marciume più profondo.

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Asilo nido

Storia di abusi e autogestioni che hanno prodotto persino la creazione di un asilo nido totalmente abusivo all’interno di un padiglione ristrutturato e dato in concessione a un’associazione culturale. Asilo arredato, completato e in ottimo stato, ma poi chiuso dopo due anni di denunce presso la Asl competente. «L’asilo nido non è che l’espressione minore dell’abbandono istituzionale in cui versa l’ex ospedale psichiatrico — spiega ancora Paolo Dominici — basta girovagare tra i padiglioni o ciò che ne è rimasto: attrezzi da lavoro incustoditi e abbandonati in edifici accessibili a chiunque, travi di ferro penzolanti da soffitti invasi dalla muffa, fili scoperti, fascicoli e documenti personali, accanto a flaconcini ematici e richieste mediche. Un vero e proprio horror all’interno di un complesso sanitario che sarebbe dovuto essere trasformato in polo di ricerca. Ci fa piacere apprendere che l’azienda abbia programmato un piano di intervento per la riqualificazione del Santa Maria della Pietà come annunciato dal direttore generale dell’Asl RmE, Angelo Tanese. Speriamo che il Piano strategico presentato in Regione non rimanga solo sulla carta come avvenuto finora. Attualmente girovagando tra i padiglioni ci si imbatte in carrozzine abbandonate o dismesse, accessori medici in disuso, prescrizioni di visite specialistiche recenti accanto a documenti personali degli ex internati, scatoloni, calcinacci e rifiuti di ogni genere. Stanze completamente occupate dall’immondizia accanto ad altre in cui giacciono incustoditi attrezzi per la manutenzione e utensili da cucina. Il tutto di facile accesso».

Discarica

«Coltelli, trapani, forbici su tavoli sommersi da polvere e rifiuti. A vista, di fronte agli spazi dedicati ai pazienti in cura presso altri padiglioni e a quelli dove giocano i bambini del quartiere – conclude Civica – È mai possibile tutto questo? Siamo nel cuore della Capitale d’Italia e non in una discarica della terra dei fuochi. Ma il presidente Zingaretti è mai stato qui? Siamo lieti di avere degli steward nei pronto soccorso, ma vorremmo avere anche e soprattutto strutture in grado di ospitare pellegrini e romani e di fronteggiare le eventuali emergenze. I cittadini al momento continuano a rapportarsi con una realtà che, bel lontana dalla celebrata eccellenza, è più simile a un viaggio negli inferi».

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