Cristiano Malgioglio e il corpo di ballo: uno show  a ritmo di musica

By on 17 Febbraio 2019

A seguito del successo ottenuto con “One man Show” di Matteo Setti prosegue la rassegna teatrale del “Rende Teatro Festival” ( a cura della Dedo Eventi del direttore artistico Alfredo De Luca , mentre la comunicazione  è curata da Nestore Verre della For&Ver Creative Company e con il patrocinio del Comune di Rende), e a calcare nuovamente il palco del Cine Teatro Garden di Rende è Cristiano Malgioglio , che si conferma la star di sempre anche in questa rassegna teatrale.

Un sabato di Febbraio , di preciso il 16 Febbraio, che si colora di Brasile, di pamphlet veri e propri, di ritornelli di musica popolare, a titolo esemplificativo ci si riferisce anche ai canti della musica tradizionale portoghese, la quale viene riconosciuta sin da subito dal dominio vocale: Malgioglio il paroliere, il cantautore, il personaggio televisivo più amato, volto noto del programma televisivo di Piero Chiambretti “#CR4-La Repubblica delle donne”, all’interno del quale riesce ad essere “soubrette” come lui preferisce definirsi, critico e soprattutto star del piccolo schermo, tutto questo anche grazie alla sua intensa attività svolta al fianco di grandi artisti, una su tutte è Mina, poi Raffaella Carrà, Milva, Rita Pavone e tanti altri ancora; durante lo spettacolo intrattiene il pubblico con qualche aneddoto della sua vita, un siciliano che da Ramacca giunge a Genova , successivamente di grande importanza è stato  l’incontro con Fabrizio De Andrè , uno dei più grandi cantautori italiani, che lo consegna al successo, inoltre anche Mino Reitano ha  contribuito alla svolta della sua carriera artistica.

Istrionico, ironico, sagace e anche pungente  nel raccontare la sua storia e quella degli altri, ma vi è di più nella sua ironia, cioè si cela un forte senso di umorismo, di sentimenti nobili, oltre ad un voler essere staccato dalla volgarità, dalla cattiveria e dal pressappochismo che caratterizza alcuni artisti, nella fattispecie si tratta del messaggio che intendono lanciare con i loro testi: alcuni testi non rispecchiano l’anima e l’intimità  sia dei giovani che degli adulti, bensì tendono a seguire le mode del momento, a dichiarare o convincere che quell’atteggiamento in società sia quello giusto, a dispetto  di uno stile di vita mansueto, non per forza spettacolare, tuttavia sempre meritevole di lode. Cantare, parlare e raccontare sono operazioni umane di grandissima utilità, per il fatto stesso di stabilire un’interconnessione tra “l’esterno e l’Io” conferiscono un significato alla ricerca di senso, di sé e della libertà di esprimersi in tutte le sue forme.

La sua entrata in scena è sfavillante,talvolta disinvolta e accompagnata da tanta maestria, tipica di chi preserva l’appellativo di “star” senza tanti orpelli dietro, e a far compagnia al paroliere sono i ballerini del corpo di ballo che, con grande leggerezza e agilità dei movimenti, sono riusciti a creare un’atmosfera di festa e di ritmo allo stato puro, fra le parole e gli oracoli dei ricordi la voce di Malgioglio omaggia Mina con i testi scritti da lui per la Tigre di Cremona, uno su tutti è “L’importante è finire”, a seguire “Carne viva”, su musiche di Corrado Castellari, e per continuare la meraviglia d’autore ci regala anche il pezzo struggente e sensuale, dal titolo “Ancora ancora ancora”, un gioco di immagini  e parole fatto con garbo e charme , le peculiarità che lo hanno contraddistinto sin dall’inizio del suo debutto.

 

a  cura di Matteo Spagnuolo

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