Corrado Alvaro: il reading del “Dolce far niente” debutta a Rende

By on 8 Dicembre 2019

I racconti del viaggio di ritorno di Corrado Alvaro sono stati letti da Graziella Spadafora, accompagnata dal dj producer Giuseppe Kerò Rimini, estrapolati dal reading “Dolce far niente”, tratto dal libro “Un treno nel sud” di Corrado Alvaro

Gioie e dolori accompagnano il reading musicale “Dolce far niente”, tratto dal libro di Corrado Alvaro “Un treno nel sud”, letto e interpretato dall’attrice Graziella Spadafora, formatasi presso il Libero Teatro di Max Mazzotta, in compagnia del dj producer Giuseppe Kerò Rimini, che ha giocato sulla scrittura ritmica.

Ad introdurre la performance artistica del  pomeriggio del 7 Dicembre è stata la giornalista Simona De Maria insieme agli esponenti dell’istituto per gli studi storici con Paolo Graceffa, deux ex machina del ciclo “Storia e storie: letture teatrali”, con il presidente Giuseppe Caputo e il presidente onorario Gioacchino Lena e tutti gli altri, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di Rende nella persona di Marta Petrusewicz e con il Museo del Fumetto: un sud bucolico e funambolesco raccontato presso il Museo del Presente di Rende nella Sala Tokyo.

“Un treno nel sud” è innanzitutto un viaggio di ritorno, quel viaggio che Corrado Alvaro intraprende da San Luca, ai piedi dell’Aspromonte, per dirigersi presso il collegio di Frascati, luogo di iniziazione alla sua futura vita di scrittore, sceneggiatore, poeta e giornalista.

Cosa rappresenta “Un treno nel sud? “Un treno nel sud” è lo specchio dei tanti Sud, di cui parla Alvaro nei suoi racconti, nelle sue scenografie, con riferimento al topos letterario e antropologico; difatti associa alla necessità di rappresentare il suo Sud, la terra di Calabria, al “dolce far niente”, un’immagine percepita soprattutto dai visitatori del Nord, che riprendono uno dei leitmotiv della letteratura meridionalista: l’ozio che deriva dalla bellezza dei posti del sud, sotto forma di strutture agropastorali.

Una lettura raffinata e ben delineata è stata quella dell’attrice, la quale ha ripreso in maniera del tutto naturale il dramma delle donne del sud, raccontate nella loro semplicità (con riferimento alle donne di Bagnara che si dirigevano da Villa San Giovanni a Messina) e nella loro umanità, portando il peso del vivere quotidiano.

Un reading che ha posto vari interrogativi, a partire dal nesso causale tra ricchezza e povertà, una differenza che può cambiare le giornate ma non l’umanità, in un riflesso del “far niente” abbinato alle condizioni umane, spesso sopraffatte da logiche di potere innate, a cui è difficile sottrarsi se non si risponde con altrettanto potere.

Viaggiare attraverso il sud crea una certa alterità: le immagini si sovrappongono in un andirivieni di pensieri, emozioni, paure e anche perplessità, attenuate dal moto e dal ciclo della vita.

Si chiude il reading con l’auspicio che gli effetti prodotti dall’esibizione possano aver spiegato la questione sociale di un Meridione antico, nuovo ma sempre attuale.

di Matteo Spagnuolo

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