Coronavirus. Scontro tra Regioni e Presidente Conte.

By on 26 Febbraio 2020

Un’emergenza, sottolinea, e non “una catastrofe”. Poi ammette: “La prova tampone va fatta solo in alcuni casi circostanziati. Il fatto che negli ultimi giorni si sia esagerato con la prova tampone non corrisponde alle prescrizioni della comunità scientifica”.

Le zone epicentro restano quelle dei giorni scorsi (i dieci comuni del Lodigiano e Vo Euganeo in provincia di Padova), anche se il numero ufficiale dei contagiati nelle ultime 24 ore è salito di 54 unità a quota 283 e nuovi casi si registrano in Toscana e in Sicilia.

Dopo le polemiche con le Regioni di ieri, Giuseppe Conte presiede in mattinata una lunga riunione con i governatori. Presenti anche tutti i ministri dell’esecutivo, il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, e i presidenti dell’Anci e dell’Unione delle province. Al termine del vertice il premier annuncia per oggi un’ordinanza per “uniformare i comportamenti nelle regioni non direttamente coinvolte” perché, spiega, “il pieno coordinamento è il metodo più efficace per prevenire la diffusione del contagio.

Con le Regioni – assicura – stiamo lavorando molto positivamente”. Le parole pronunciate in mattinata dal governatore della Lombardia segnano però una distanza. “Se (Conte, ndr) si mette ad accusare le Regioni, significa che sta seguendo un’altra strategia. E’ la strategia della disperazione”, afferma Attilio Fontana, mentre il suo assessore alla Sanità, Giulio Gallera, rincara la dose: “Veniamo in maniera ignobile attaccati da un presidente del Consiglio che non sapendo di cosa parla, dice che noi non seguiamo i protocolli. 

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