Consumatori e conoscenza dei dati economici

By on 7 Luglio 2015

L’Istat presenta i risultati sulla conoscenza da parte dei consumatori italiani dei dati economici relativi a Pil, inflazione e disoccupazione. Tali risultati derivano dai quesiti posti in una sezione separata dell’indagine mensile sulla fiducia dei consumatori di aprile 2015 (si veda il questionario in download).

La quota di consumatori in grado di esprimere un valore sull’andamento del Pil e sul livello del tasso di disoccupazione è elevata e in forte crescita rispetto al 2010 (rispettivamente da 19,9% a 63,7% e da 27,1% a 61,9%). La proporzione di coloro in grado di rispondere sul tasso di inflazione, dopo una flessione nel 2014, torna a crescere nell’ultimo anno passando dal 26,4% al 33,9%.

Tra i consumatori che si esprimono sulla dinamica del Pil nel 2014, in media risulta una variazione su base annua di +0,1%, rispetto al dato ufficiale Istat pari a -0,4%. Una percezione più positiva della dinamica rilevata, corrispondente alla variazione registrata nel primo trimestre 2015.

Soltanto il 33,9% degli intervistati ha saputo fornire un livello per il tasso d’inflazione registrato negli ultimi 12 mesi indicando, in media, un valore assai diverso da quello rilevato dall’istituto: +4,5% a fronte del dato ufficiale di -0,1%. Si conferma così la tendenza dei consumatori a percepire una dinamica inflattiva significativamente maggiore di quella rilevata.

Più di sei intervistati su dieci (61,9%) hanno fornito un valore del tasso di disoccupazione pari al 19,7%, contro un dato ufficiale, riferito a marzo 2015, del 12,7%.

Sulla dinamica del Pil i consumatori esprimono un dato migliore di quello effettivamente rilevato dalla statistica ufficiale; per la disoccupazione, al contrario, indicano un valore peggiore. Sembra pertanto che nella percezione dei consumatori risulti amplificata l’uscita dalla crisi così come il permanere delle difficoltà nel mercato del lavoro.

I principali canali d’informazione utilizzati dai consumatori per acquisire informazioni statistico-economiche sono la televisione (81,1%), Internet (48,8%) e i giornali (46,7%); seguono la radio (20,0%), le discussioni con parenti e amici (14,4%), le pubblicazioni specializzate e scientifiche (7,6%) e i discorsi dei leader politici (5,1%).

Una proporzione crescente degli intervistati dichiara di avere fiducia nelle statistiche ufficiali: sono il 61,5% nel mese di aprile del 2015 rispetto al 59,5% dello stesso mese dell’anno precedente. La qualità e l’affidabilità delle informazioni diffuse dai media sullo stato dell’economia italiana durante la recente crisi finanziaria sono state giudicate buone o sufficienti dalla metà degli intervistati.

 

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