Congresso PES.

By on 2 Marzo 2014

di Gianluca Colasanti, presente al Congresso PES come inviato di Informazione Quotidiana.

Cambiare l’Europa e la concezione della stessa nei cittadini.

Questo è stato il sentimento con il quale migliaia di attivisti dei partiti socialisti e democratici europei si sono riuniti al Palazzo dei Congressi di Roma per il congresso del PES(Party of European Socialists).

Vera e propria “star” di questi due giorni(tre contando l’apertura dedicata alle donne del PES)di congresso è stato Martin Schulz che, oltre ad essere candidato alla Presidenza della Commissione Europea alle prossime elezioni di maggio, rappresenta la figura cardine al quale i “Socialists and Democrats”, nuovo nome adottato dal PES dopo l’entrata del PD nel gruppo, si affidano per portare una nuova ventata di speranza nell’Unione Europea. Insieme a Schulz presenti i vertici dei maggiori partiti europei di stampo socialista e democratico, in primis Matteo Renzi, che ha parlato di un intervento reale ed immediato volto a costruire un futuro diverso, lavorando per “mettere a posto i conti in favore dei nostri figli”.

Per il governo italiano, presente anche il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, che ha aperto il congresso odierno spiegando che il PD entra a far parte di questa realtà per dimostrare che, con Martin Schulz, c’è la possibilità di cambiare l’Europa partendo da molti punti comuni.

Parole favorevoli nei confronti di Renzi e del PD anche da parte dello stesso Schulz, che ha accolto il Presidente del Consiglio definendo “molto coraggioso” il piano di riforme preparato per l’Italia dal segretario democratico. E’ dunque una partenza molto ottimistica e piena di entusiasmo quella di questa nuova fase del PES, che di certo inizia il proprio percorso verso le elezioni europee con la consapevolezza di essere “più forte” grazie all’ingresso del PD, come dichiarato dal presidente Stanishev in apertura. Senza dubbio però, a fare piu’ forte la proposta del congresso che candida ufficialmente Martin Schulz alla presidenza della Commissione Europea è la parola lavoro.

Una parola a volte usata in maniera poco attenta dalla classe politica italiana ed europea, una parola che indica un mondo delicato che, se cambiato nel verso giusto, può rappresentare la vera chiave di volta per superare una volta per tutte questi tempi nefasti.

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