Conclusi a Roma i lavori del G6

By on 16 Settembre 2013

G6IQ. 16/09/2013 – E’ Terminato il 13 Settembre l’incontro dei ministri dell’Interno G6 presieduto, in questa ventesima edizione, dal ministro Alfano. Alla due giorni di lavori capitolina hanno partecipato, assieme ai rappresentanti di Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Polonia, la Commissione europea e gli Stati Uniti d’America.

«L’incontro è andato molto bene e, credo, abbia fatto fare una bella figura all’Italia» ha commentato il ministro Alfano in apertura del suo incontro con la stampa nel salone delle Conferenze ‘Alcide De Gasperi’ della Scuola superiore di Polizia. «E’ con grande soddisfazione che vi riporto gli eventi del G6» che, anche in questa occasione, ha registrato la partecipazione di delegazioni al massimo livello.

 

Sul tema della giornata di apertura del meeting, avvenuta ieri e a margine della quale si sono tenuti una serie di incontri bilaterali al Viminale e presso la prefettura di Roma, Alfano ha voluto sottolineare come la «posizione dell’Italia sul femminicidio sia stata ampiamente condivisa». Per contrastare il fenomeno – secondo il ministro dell’Interno – è necessario muoversi su tre direttrici principali: prevenire il reato, proteggere la vittima, punire il responsabile. «C’è l’auspicio – ha aggiunto – che il tema diventi europeo».

In merito agli argomenti affrontati nella seconda giornata, in apertura delle sessioni spazio al terrorismo internazionale. «Si è parlato, ha detto Alfano, di come affrontare il nuovo fenomeno che si sta diffondendo e che vede piccole organizzazioni criminali operare in forma di ‘franchising’ dei grandi gruppi terroristici. Altro fenomeno molto frequente – ha riportato Alfano – è quello di combattenti che abbandonano il loro Paese per agire in territorio di guerra.

Sull’immigrazione clandestina, che – come sottolineato dal Ministro – in talune situazioni nasconde connessioni con il terrorismo internazionale, è fondamentale il rafforzamento della frontiera europea nel Mediterraneo. «Abbiamo chiesto – ha dichiarato Alfano – il potenziamento di Frontex. Noi facciamo ogni sforzo per fotosegnalare ogni immigrato» che giunge in Italia: un lavoro ritenuto indispensabile laddove i dati dell’immigrato, inseriti nei database comuni europei, restituiscano riscontri fondamentali nell’individuare eventuali rischi. Sempre sul tema, ha ricordato il titolare del Viminale, «abbiamo a cuore i diritti umani dei migranti, abbiamo dato una straordinaria accoglienza a queste persone, siamo andati a salvare barconi in difficoltà davanti alle coste di altri Paesi, abbiamo ampliato a 16mila posti lo Sprar (il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e direi che il nostro sistema ha retto, ma – ha concluso – chi arriva deve poi rispettare le nostre leggi».

«Ancora una volta – ha ribadito il Ministro – la questione del Mediterraneo è al centro della storia del mondo». E’ fondamentale tessere accordi bilaterali con i Paesi da cui parte il fenomeno dell’immigrazione clandestina, «agendo direttamente su quella riva del Mediterraneo». In tale contesto è necessario, però, che venga costantemente verificato il «principio di condizionalità»: aiuti solo se c’è il rispetto degli impegni presi.

In tema di immigrazione e di controlli alla frontiera il ministro dell’interno tedesco ha formulato una proposta, condivisa dai partecipanti, per l’adozione di un ‘visto europeo’ simile a quello degli Stati Uniti.

In tema aggressione ai patrimoni illeciti e prevenzione all’infiltrazione criminale nel settore degli appalti pubblici Alfano, nel riportare l’esperienza italiana, ha ricordato l’incisività dello strumento della confisca dei beni mafiosi al quale si affianca, oggi, quello delle ‘white list’. Due forme di contrasto definite dal ministro ‘locali’ che richiedono, comunque, una forma di azione più ampia: «occorre una risposta globale».

Nell’ultima sessione di lavori i partecipanti al G6 hanno fatto il focus sulla criminalità informatica. Accennando al caso Snowden il ministro dell’Interno Alfano ha ricordato come «l’uso della rete da parte dei terroristi va contrastato in un’azione congiunta tra Europa e Stati Uniti».

Il forum, infine, ha annunciato il Ministro, è stata l’occasione per «candidare l’Italia ad ospitare l’Accademia europea di Polizia».

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