Bubbico: la mafia si combatte anche con l’uso sociale e produttivo dei beni confiscati

By on 25 Settembre 2013

mafia-silenzioIQ. 25/09/2013 – La Dia di Palermo confisca beni per oltre 700 milioni di euro a Giuseppe Grigoli, prestanome del boss Messina Denaro. Il viceministro: «Importante rilanciare l’attività dell’Agenzia beni confiscati e concludere lavoro della Commissione studi di Palazzo Chigi». A giorni riunione di un tavolo tecnico al Viminale

«Brillante operazione della Dia di Palermo che, con la confisca di beni per 700 milioni di euro a Giuseppe Grigoli, ha inferto un colpo al cuore agli asset dell’impresa illecita e criminale che fa capo al boss Messina Denaro». E’ il commento, tramite una comunicato, del viceministro dell’Interno Filippo Bubbico a proposito della confisca, avvenuta oggi, di beni per 700 milioni di euro a Giuseppe Grigoli, ritenuto dagli inquirenti fiduciario del boss Messina Denaro.

All”imprenditore di Castelvetrano Giuseppe Grigoli, considerato il ‘re dei supermercati’ e in carcere dal 2007 a causa di una condanna a 12 anni per associazione mafiosa (confermata di recente dalla corte d’appello di Palermo), sono state confiscate 12 società oltre a centinaia di fabbricati e appezzamenti di terreno.

«La maxi operazione di oggi – continua Bubbico – è il frutto del grande impegno che la magistratura e le forze dell’ordine stanno dispiegando nella lotta alle cosche, colpendo i flussi finanziari e i patrimoni illeciti. Usare i beni della mafia contro la mafia e restituire i beni frutto di attività criminali alla società civile e all’economia legale è una strategia che si sta rivelando vincente e che ci spinge a proseguire con sempre maggiore determinazione su questa strada. Anche per questo motivo, diventa sempre più urgente, come ripetutamente richiesto dal direttore dell’Agenzia per i beni confiscati, prefetto Caruso, rilanciare ruolo e operatività di quest’ultima, tanto da garantire un uso sociale e produttivo più fecondo per i beni confiscati».

«Sarà importante – conclude il viceministro – poter concludere velocemente il lavoro avviato dalla Commissione di studi istituita presso Palazzo Chigi su impulso del presidente Letta e del vicepresidente Alfano. A tal fine, nei prossimi giorni, convocheremo al Viminale un apposito tavolo tecnico con la partecipazione dell’Agenzia per i beni confiscati, dell’associazionismo antimafia e dei soggetti impegnati nella cooperazione e nel volontariato».

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