Bruxelles: Paluzzi premiato per progetto “in strada come in rete”.

By on 19 Dicembre 2012

PaluzziIQ.19/12/2012 – Il progetto della Provincia di Roma ‘In strada come in Rete’, già vincitore del premio “Innovazione e tecnologia” al Forum P.A, è stato premiato come ‘Leader Locali e Regionali dell’anno (LeaDeR)’. Un riconoscimento promosso dall’ALDE (Alliance of Liberals and Democrats for Europe).

Alla cerimonia di premiazione che si è tenuta a Bruxelles presso l’edificio Jacques Delors del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea, ha preso parte l’assessore alla Sicurezza e Protezione civile della Provincia di Roma, Ezio Paluzzi.

Il progetto è realizzato in collaborazione con Polizia Provinciale, Polizia Postale, Unicef, il portale web Skuola.net, Microsoft, Unione Nazionale Consumatori e Google/Youtube. Un’iniziativa gratuita per gli istituti scolastici aderenti e finanziata dai proventi contravvenzionali della Polizia Provinciale cosicché: “dagli errori degli adulti educhiamo i più giovani, con la prospettiva di formare “guidatori ed internauti consapevoli”.

Il progetto ha visto la partecipazione degli agenti di Polizia provinciale ed è rivolto agli studenti tra i 10 e i 14 anni, ai genitori e agli insegnanti delle scuole secondarie di primo grado del territorio della provincia di Roma, con l’obiettivo di contrastare i nuovi rischi adolescenziali, in particolare la pedo-pornografia on-line e le altre minacce della navigazione web, il cyberbullismo e i pericoli che incombono sui ragazzi in strada. I numeri raggiunti fino ad oggi parlano di: 15mila studenti coinvolti in 64 istituti siti in 40 comuni della provincia di Roma, 330 insegnanti; impegnati 9 operatori Unicef, 60 agenti della Polizia Provinciale e 30 agenti della Polizia Postale.

“Un progetto ambizioso al quale abbiamo dedicato impegno e dedizione – dichiara Ezio Paluzzi – con l’obiettivo di dare agli adolescenti l’opportunità di difendersi dai rischi che corrono in strada e su internet. Vogliamo proporre esempi e servizi per concretizzare con le nostre ragazze, i nostri ragazzi, gli insegnanti ed i genitori il sentirsi parte di una comunità solidale e sicura, basata non sulla repressione ma sulla prevenzione e sulla conoscenza”.

 

 

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