Botta e Risposta del Dott.Brozzi:LA SCALA SANTA

By on 9 Ottobre 2013

BrozziIQ. 09/10/2013 – Buongiorno gente mia che pensate, scusate l’assenza, ma in questi giorni il mio pensiero correva ai fatti accaduti recentemente a Lampedusa e l’ultima cosa che avevo voglia di fare, era quella di scrivere sonetti. Sabato ho finalmente visto Latina, la città dove vive la mia amica di sempre ed ho ricevuto, insieme a Federica mia moglie, una calorosa accoglienza da parte dei partecipanti alla presentazione del mio primo libro.

Allora gente mia, voglio farvi dono della prima poesia che scrissi una notte particolare, quando incontrai l’Uomo della Croce, il solo che ho avuto al mio fianco e dal quale ho ricevuto il messaggio contenente all’interno la soluzione del dramma che stavo vivendo da molte notti ormai, a causa della malattia di Valeria, la mia primogenita.

Ricordo le mie interminabili notti trascorse immobile, in piedi, a fianco del letto di mia figlia, a vigilare sulla sua vita, da padre disperato, implorando quel Dio dei miei genitori, ancor prima che il mio, di non portarmi via ancora una volta, una delle mie fonti maggiori d’amore, come già era accaduto con mio padre e la mia adorata sorella Anna Maria.

Anche sabato, insieme agli amici di Latina, mi sono trovato a ricordare quel percorso della mia vita ed insieme a loro ho provato una grande commozione, perché ritengo che al termine di un percorso compiuto, buono o cattivo che sia, non si deve mai avvertire la necessità di nasconderlo al prossimo.

Credo fermamente che certi ieri non vadano dimenticati, ne tanto meno occultati, bensì raccontati in quanto esperienze di vita, ma ancor più, perché i trascorsi di uno possano divenire il domani di altro, voglio approfittare per ringraziare i ragazzi presenti che si sono intrattenuti a parlare con me nonostante la partita della mia e loro squadra, la Roma, fosse di già iniziata e anche il mio caro amico Di Giorgi con il quale ho condiviso la mia velocissima esperienza politica alla Regione Lazio e attualmente sindaco di Latina, il quale non si è dimenticato di me.

LA SCALA SANTA

Sapenno che a Roma c’é ‘na scala santa

sò annato a falla tutta quanta

credenno che in cima arivato,

c’aritrovavo Cristo, Santi e Creato.

Ma arivato in cima a quà scala santa

che te c’ho trovato? Solo er panorama

c’era Roma intera li davanti l’occhi mia

co’ tutta la sua bellezza quanto la follia

come a dimme ‘na vorta salito fino a là

“sei salito fino quassù pe cercà l’umanità?”

Cosi so’ risceso e me sò guardato ‘ntorno

t’ho visto tanta gente che nun je se faceva giorno.

Senza manco sapè ciò che je potevo fà

me sò messo in mezzo a loro pe’ potè ascortà.

Nun ve sembrerà tanto manco ciò, sapete,

ascortà la pora gente è ‘n’atto de fede.

Si tutti tornassero a fallo, pure preti e governanti,

allora si che se torna a vedè sia Cristo che li Santi!

Affettuosamente Mario Brozzi

 

 

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