Botta e Risposta del Dott.Brozzi: ER PAPPAGALLO RIVOLUZZIONARIO

By on 2 Ottobre 2013

BrozziIQ. 02/10/2013 – Buongiorno simpaticissimi amici di questa rubrica, finalmente dopo tanto tempo ci ritroviamo a scrivere poesie insieme, ma non è colpa mia, dovete prendervela con il nostro capo, spesso si dimentica di me e non pubblica tutte le cose dolci che vi scrivo…..e cose dolci scritte da me sono una rarità, pertanto tenetevele bene a mente.

Allora cari amici, iniziamo subito perchè qua ho molte delle vostre opere che sono arrivate in queste settimane e che spero di riuscire a copiare tutte, naturalmente la prima in assoluto è come sempre una poesia scritta dal nostro carissimo Dott Brozzi, il quale è molto soddisfatto di voi (qualche volta anche di me…) perchè lo state seguendo in quello che lui definisce “il corso naturale” che c’è in ognuno di noi, ricordate amici? Ognuno è poeta di se stesso, ogni pensiero, ogni parola scritta da ognuno di noi ha un significato che per altri potrebbe non avere, ma aggiungendo una rima o impostando il tutto in modo da consentire a chiunque di provare la nostra emozione, ecco sfornata una nostra poesia.

Diceva Pierre Reverdy :le poesie sono cristalli che sedimentano dopo l’effervescente contatto dello spirito con la realtà.

ER PAPPAGALLO RIVOLUZZIONARIO

“AMMAZZA SI CHE FJO DE ‘NA MIGNOTTA”

DICEVA ‘N PAPPAGALLO DER PADRONE

CHE IN POLITICA ESERCITAVA DA LADRONE

DE CHI RUBBA LE MOLLICHE DOPO LA PAGNOTTA

E CHE DEFINISCONO UN POVERO ANIMALE UN BER PREDONE.

“STE QUATTRO MOZZARELLE APPRESSO A ‘NA CACIOTTA

DEVONO RINGRAZIA’ DIO SI NUN PIENO ‘NA BOTTA

AR MEZZO POPOLO CHE DORME O FA ER FREGNONE

SGRULLENO LA TESTA IN SENSO DE DINIEGO”

STANCO DE SENTI’ RUPPE ER SILENZIO ER CANE

DICENNO AR PAPPAGALLO “E’ VERO IO ME PIEGO

PERCHE’ NUN SO’ RIVOLUZZIONARIO DA STRAPAZZO

CO’ ‘NA LECCATA E DU MOINE, IO M’ABBUSCO ER PANE

NON COME TE, CHE MAGNI LO STESSO E. ROMPI ER C@@@O!

Perdonate le due locuzioni un pò “appesantite” dalla presenza di due paroline un pochino più forti, ma che sono servite al maestro Brozzi per la rima in questo sonetto scritto in due quartine ABBA e due terzine CDC EDE…….ma come diciamo a Roma “quanno ce vo’ ce vo’ ” Ma come voi ben saprete cari lettori, a cominciare dal 1800 la poesia si è “affrancata” da tanti vincoli tradizionali e tale processo si è ultimato nel novecento. Infatti, se prendiamo come esempio una poesia conosciutissima di Ungaretti “Mattina”, quella che recita cosi: M’illumino d’immenso, allora ci accorgiamo che non vi è nessuna metrica, mi scuso con i lettori che conoscono bene la raccolta del suddetto poeta, ma a me serve un esempio veloce e chiaro.

Dunque cari miei, su facebook c’è un popolo di poeti impressionante, chiedendo loro il permesso mi sono appropriata di alcuni versi scritti da Opocaj, un giovane ragazzo, ed ecco il componimento che ho scelto per voi:

MI CHIUDO IN ME STESSO

NON POSSO ESSERE FELICE.

IL PRESENTE TRISTE

UN PASSATO DI BRIVIDI.

TI DICO GRAZIE E TANTO

SE COSI SONO, E’ PER TE.

SEI NEL MIO CUORE,

TI GUARDO, SEI BUONO.

TI VOGLIO BENE

PAPA’.

Possono sembrare delle semplici frasi senza senso, ma il senso ce l’hanno, eccome, ma in questo modo abbiamo ritrovato molta della poesia del nostro secolo, certo, normalmente siamo abituati a considerare “poesia” ciò che fa rima, ma la poesia è semplicemente un linguaggio carico di significato.

Passeggiando nelle bacheche dei miei amici, ho scoperto la vena poetica anche in mio figlio, devo essere sincera, la cosa mi ha dapprima sorpresa e poi emozionata, caro Alfredo Maria, tutto mi aspettavo di fare nella vita, mai di copiare due quartine scritte da te:

A ME POI DA’ PURE ER CONTENTINO

NUN SO’ ESIGENTE, ME BASTA POCO

QUELLO CHE PE’ TE E’ ‘N CERINO

MAGARIA PE’ ME E’ PROPIO FOCO.

GIRA CHE TE RIGIRA, ‘NA COSA ME CHIEDO

PERCHE’ FINISCO SEMPRE COME ER POLLO A LO SPIEDO?

ME GUARDO ‘NTORNO E PARE CHE L’ANTRI C’HANNO TUTTO

EDUCATAMENTE SALUTO E ME NE VADO CO LA FACCIA DA LUTTO

E’ rimasto anche il nostro maestro, non se l’aspettava, cosa vuoi doc, buon sangue non mente……ora dovrei aggiungere “tale madre tale figlio” ma evito, pensate se dovesse leggerlo mio marito……direbbe subito il contrario. A proposito di rime, ho qua una poesia che mi è stata mandata da una lettrice che non vuole far sapere il suo nome, s’intitola “Addio”

ed è veramente sentita. Vi invito a leggerla cari lettori, è una rima fonica:

CHE L’AMORE SIA CON TE

NEI PENSIERI E NELLE GESTA

IN QUESTA NOTTE SUL FINIRE.

CHE L’AMORE TI ACCOMPAGNI,

CHE SOVRASTI LA TUA MENTE

E S’IMPOSSESSI DEL TUO CUORE

CHE LE LACRIME DIVENTINO

COME GOCCE DI CRISTALLO

CHE IL TUO PIANTO SIA AFFIDATO

AD UN ALITO DI VENTO

E CHE QUESTA COMPAGNIA

RESTI A FARTI COMPAGNIA.

La trovo tenerisima miei cari simpaticissimi lettori, il doc o maestro che dir si voglia è soddisfattissimo di voi e di come vi state ponendo nei riguardi della poesia, parecchi di voi sono ormai visitatori abituali della sua bacheca…..vorrei capire che gusto ci provate a prendervi tutte le “capocciate” del Dott Brozzi? Inizio a pensare che lo faccia apposta per poi guarirvi dal gran mal di testa che otterrete…….

Come al solito finisco con una mia poesia, ma di qualche anno fa, quando ancora non mi ero lasciata attrarre dai sonetti e anch’io usavo per la maggiore rime foniche o baciate:

QUANDO IL MIO CORPO NON RIPOSERA’ PIU’

SU QUESTO LETTO

E I MIEI OCCHI NON VEDRANNO PIU’ L’ALBA,

NE TRAMONTARE IL SOLE.

QUANDO CENERE SARO’ IN MEZZO AL MARE E

LA MIA ANIMA VOLERA’ TRA GLI ANGELI

SOLO ALLORA POTRO’ GRIDARE

AMORE MIO TI AMO.

FINO AD ALLORA SOFFOCHERO’

QUEL GRIDO DENTRO ME E MI ADDORMENTERO’

SVEGLIANDOMI ALL’ALBA

CON IL TUO VOLTO IMPRESSO NELLA MENTE.

MA FINO AD ALLORA VEDRO’ IL SOLE

TRAMONTARE SEDUTA IN RIVA AL MARE

ASPETTANDO DI POTER GRIDARE

AMORE MIO TI AMO

Cari amici lettori che ancora ci sopportate con questa rubrica, si è fatto tardi e vi lascio alle vostre cose, vi aspettiamo domani mattina con una “capocciata” del dott Brozzi….chissa’ quali novita’ ci saranno, non vedo l’ora e voi? Invio a tutti un abbraccio sentito,grazie per la compagnia, ora vado a leggere il mio giornale telematico, non dimenticate wwwinformazionequotidiana.it dove potrete leggere cosa sta accadendo nel mondo, per questo ci pensa il nostro capo!

Lui non scrive poesie, però si dimentica facilmente le persone che gli vogliono bene…….non è vero capo?

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